Rsa affittata per sei anni, ricorso al Tar

Il sindaco Santilli: l’iniziativa è stata inevitabile, i Comuni possono fare poco contro certe decisioni della Regione
CELANO. La Rsa Opera Santa Maria della Pace di Celano ha ceduto un ramo di azienda in affitto per 6 anni alla Auxilium Care Società Cooperativa Sociale operante a Fontecchio. Ma il sindaco Settimio Santilli deposita il ricorso al Tar. «Per il Comune di Celano, da un problema a una opportunità»?
Nonostante i tentativi di mediazione del sindaco di Celano, l’Associazione Opera Santa Maria della Pace ha ceduto il 7 marzo ratificando il verbale di accordo con i sindacati il 16 marzo, il ramo di azienda Rsa (Residenza sanitaria per anziani) in affitto per 6 anni alla Auxilium Care Società Cooperativa Sociale di Fontecchio.
Vista l’ufficialità del trasferimento sancita con i sindacati, il sindaco Santilli tenterà l’ultima carta a sua disposizione, ovvero il deposito del ricorso al Tar contro il trasferimento autorizzato attraverso apposita determina dalla Regione Abruzzo.
«A pensar male si sbaglia, ma spesso ci si azzecca», dichiara il sindaco, che aggiunge: «A questo punto devo pensare che anche il tavolo che fu convocato dall’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci il 28 febbraio con le susseguenti formali proposte scritte sia all’Associazione Santa Maria della Pace, che al Comune, non fu altro che una mera farsa, visto che la stessa Associazione lo stesso giorno in cui queste sono state formalmente notificate, ovvero il 7 marzo, procedeva già a cedere il ramo d’azienda».
«Ora, nonostante il ricorso al Tar, nel tentativo di prender tempo per trovare una soluzione, contro il trasferimento autorizzato dalla Regione con determina del 20 dicembre 2017 del Dipartimento per la Salute e il Welfare, non fosse mai stato depositato e quindi non fosse pendente alcun giudizio, invece preso strumentalmente ed erroneamente a pretesto dalla stessa dirigenza della Rsa, come scusante per non accettare alcun’altra soluzione alternativa, non ci è restato altro che depositare il ricorso, per tentare di salvare un servizio che fu donato ai celanesi nel lontano 1965 da padre Corrado».
«Purtroppo», prosegue il sindaco di Celano, «i Comuni non possono fare altro che subire le politiche decisionali sulla sanità che sono demandate esclusivamente alla Regione, ma resta il rammarico del cinismo perpetrato con ostentazione dalla dirigenza della clinica e avallato dalla stessa Regione, che depaupera il territorio dell’ennesimo servizio per persone con serie patologie».
«Tuttavia, ora siamo in attesa di capire, aspettando che il Tar si pronunci, come la stessa clinica avrà intenzione di riconvertire gli spazi destinati ai posti letto della Rsa, visto che in questo caso, il Comune territorialmente competente è Celano e dovrà per forza di cose essere coinvolto per le autorizzazioni legislative», sottolinea Santilli.
Bisogna precisare che parallelamente l’amministrazione comunale ha attivato un altro percorso e il 26 marzo lo stesso sindaco si è recato nella sede regionale del Dipartimento per la Salute e il Welfare insieme al consigliere Toni Di Renzo, per verificare la fattibilità di alcune proposte che furono fatte sia al Comune sia alla stessa Associazione il 7 marzo, tra cui un servizio di tipo assistenziale legato all’Alzheimer o demenze da attivare insieme all’Asl unica provinciale Avezzano-Sulmona-L’Aquila, legato alla programmazione regionale che prevede dei posti di residenzialità obbligatoria in favore delle strutture pubbliche.
«C’è stata un’apertura su questa possibilità da parte della Regione», dichiara il consigliere Di Renzo, «che dovremo discutere approfonditamente con i colleghi di maggioranza, e con la stessa Asl. Certo è che sarebbe potenzialmente una buona opportunità per il nostro territorio, nell’ambito, ad esempio, della riconversione delle strutture pubbliche ospitanti attualmente le scuole medie a Madonna delle Grazie, dal momento del loro trasferimento nella struttura nuova che si andrà a realizzare in via dello Sport».
«Il percorso non sarebbe di certo breve e immediato, anche perché dovendo essere un servizio pubblico, è da condividere con la stessa Asl, ma è certamente da valutare, per cui», conclude Di Renzo, «è da prendere seriamente in considerazione la presentazione formale della domanda di accreditamento dei posti letto in Regione. Visti anche i recenti studi contro l’Alzheimer, si potrebbe avere una struttura di nicchia nel nostro territorio legata anche alla ricerca, con annessi posti letto per pazienti affetti da questa patologia».

