Rsa di Collelongo senza corrente: il sindaco fa appello alla Regione

COLLELONGO. I 22 ospiti della casa di riposo San Rocco di Collelongo sono stati trasferiti alla Residenza San Bartolomeo di Avezzano, dopo essere rimasti senza luce e riscaldamento per quasi...
COLLELONGO. I 22 ospiti della casa di riposo San Rocco di Collelongo sono stati trasferiti alla Residenza San Bartolomeo di Avezzano, dopo essere rimasti senza luce e riscaldamento per quasi ventiquattro ore. Ora a tenere banco è il destino della struttura di Collelongo, che l’amministrazione comunale e il sindaco Rosanna Salucci tanto hanno fatto per mantenere in vita. Non è escluso che gli anziani possano tornare, una volta che la proprietà avrà provveduto a ripristinare le utenze nella struttura. Ma il rischio di una chiusura definitiva esiste ancora. Da mesi, inoltre, i dipendenti rivendicano gli stipendi arretrati dalla proprietà. La prima cittadina – che ha seguito in prima persona le operazioni di sgombero con pulmini e ambulanze e una pattuglia dei carabinieri – ha definito «brutale» il trasferimento degli anziani (alcuni di questi pazienti fragili), avvenuto nella tarda serata di giovedì. «È stata un’esperienza surreale», racconta Salucci, «siamo rimasi molto male per questa situazione, che non doveva finire così». A essere trasferite sono state persone che risiedevano nella struttura da anni: «Alcune piangevano», riporta ancora il sindaco. Poi l’appello alla Regione: «Sulle residenze per anziani serve una riflessione a livello regionale, le strutture non ce la fanno a reggersi soltanto con rette o pensioni. Anche se nel caso di Collelongo si è verificata una situazione di pesante insolvenza da parte dei titolari. Ma la questione va analizzata e spero che se ne parli anche in campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. Queste strutture possono dare molto alle persone e ai territori e il problema dell’assistenza agli anziani sarà ogni anno sempre più grande. È arrivato il momento di affrontarlo seriamente».
Anche il vicesindaco Rocco Venettacci ha definito l’epilogo «vergognoso», sottolineando «che nessuno si sarebbe aspettato in queste forme anche se, da più di un anno, andava avanti una situazione non da paese sviluppato nei confronti dei dipendenti, ai quali va la più totale solidarietà. Una mala gestione», prosegue il vicesindaco, «che evidentemente non è stata in grado di farsi bene i conti, irrispettosa di un territorio che tanto ha contribuito alla nascita di questa realtà e tanto ha fatto in situazioni di criticità». (l.p.)
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