Rubarono tonnellate di rame Condannati ed espulsi dall’Italia
L’AQUILA. Era stata chiamata “Oro rosso” l’operazione della polizia che portò all’arresto di tre persone e al sequestro di tre tonnellate di rame rubate.Un’indagine che ieri ha portato a dure...
L’AQUILA. Era stata chiamata “Oro rosso” l’operazione della polizia che portò all’arresto di tre persone e al sequestro di tre tonnellate di rame rubate.
Un’indagine che ieri ha portato a dure condanne e all’allontanamento dello Stato italiano di tre degli imputati, tutti di etnia romena. Ieri il tribunale, presieduto dal giudice Adolfo Di Zenzo, ha inflitto cinque anni e tre mesi di reclusione a Marius Costantin Dobre, mentre tre anni e mezzo di carcere sono stati comminati a Cornel Sorici e Cornel Baluta. Due anni di carcere è la condanna per Ionut Buciumanu. L’unica assolta è stata Ramona Anca Sorici. Da segnalare che le condanne sono state più pesanti rispetto alle richieste della pubblica accusa. Dobre, Baluta e Sorici dovranno abbandonare subito il territorio italiano, ammesso che le forze dell’ordine riescano a trovarli.
Ognuno degli imputati, tra questi anche la donna assolta, aveva un compito ben definito e sono ritenuti responsabili di svariati furti messi a segno in quasi tutti i cimiteri della provincia aquilana, ma anche nelle abitazioni, comprese quelle inagibili a causa del sisma.
Di certo i malviventi avevano fatto una raffica di incursioni nel cimitero monumentale dell’Aquila e in quello di Camarda. Ma hanno anche depredato gli altri cimiteri delle frazioni e dei paesi limitrofi quali Bagno e Fossa. Il bottino, dunque, non è formato solo da arredi sacri depredati dalle cappelle, ma anche da canale e grondaie prese dai cantieri delle case inagibili dove hanno prelevato quanto veniva trovato. Va subito detto che il rame veniva venduto nei centri di raccolta mentre quadri, bicchieri, oggetti preziosi, suppellettili e giocattoli, tra cui un cavallo a dondolo e bambole, alambicchi, sono stati trovati già impacchettati e pronti per essere spediti in Romania. Tra gli edifici «visitati» dai banditi anche l’ex sede della Provincia in via San Francesco di Sales, villa Farroni, e poi altre case in centro, in via Tancredi da Pentima, via della Baracchetta, via Poggio Santa Maria, via Persichetti; furti anche in un palazzo vicino alla Casa dello Studente e nel palazzo ex Inail.
Il caso ha voluto che i carabinieri, durante un controllo, si siano imbattuti in due di questi malviventi, che furono fermati. L’avvocato Gugliemo Santella dell’Aquila e i colleghi Carmela Esposito e Fanny Malomo (Fori di Milano e Castrovillari) ricorreranno in appello.
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