Rubata la centrale elettrica che porta l’acqua a Marsia

Uno strano furto con la sostituzione dei lucchetti dello sportello all’impianto Cam Intanto i residenti presentano una petizione per trasformare il borgo in frazione
TAGLIACOZZO. Rubano la centrale elettrica dell’acquedotto e cambiano i lucchetti alle porte d’accesso. Il danno è di circa tremila euro, per i contribuenti e per il Comune. Sul posto sono intervenuti carabinieri e agenti della polizia locale. Non è chiaro cosa possa essere accaduto.
Ieri mattina gli operatori del Cam (Consorzio Acquedottistico Marsicano) si sono recati a Marsia per lavori riguardanti la definitiva sistemazione della rete idrica, attesa da tanti anni, e che permetterà ai residenti di avere acqua corrente come da tempo auspicato e sollecitato dalla grande maggioranza degli utenti e cittadini di Tagliacozzo. Quanto accaduto però all’inizio della linea idrica potrebbe mettere in crisi l’iter e rallentare i lavori, allontanando la data del collaudo.
Ieri mattina, quando gli operai sono arrivati nel punto di derivazione dell’acquedotto per la distribuzione interna nel territorio di Marsia, sono stati riscontrati gravi danneggiamenti anche ai quadri elettrici che erano stati riattivati e risistemati. Sono stati eseguiti i rilievi, per capire le responsabilità dell’accaduto. «Presenteremo una denuncia su quanto è successo», ha annunciato il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio. «Stiamo portando a termine un percorso che porterà per la prima volta nella storia di Marsia all’acqua diretta in tutte le case».
Quello che stupisce, oltre al furto e al danneggiamento, è aver trovato i lucchetti dell’acquedotto sostituiti. Quindi, oltre al furto, c’è qualcosa di ancora poco chiaro nella vicenda. Nei giorni scorsi i residenti hanno avviato una petizione popolare, che sarà consegnata al sindaco Giovagnorio, con la quale si chiede la costituzione della frazione di Marsia. Secondo i proprietari immobiliari, potrebbe essere questa la soluzione a molti problemi di gestione della località turistica, da decenni al centro del dibattito riguardo a una controversia tra Comune, Consorzio e amministrazione separata di Roccacerro.
Nella petizione si chiede all’amministrazione comunale di «assumere ogni conseguente iniziativa a tutela delle ragioni pubbliche».
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