Rubate 25 pistole e una mitraglietta

28 Aprile 2018

Il professionista ha ereditato le armi dal padre collezionista. Raffica di perquisizioni delle forze dell’ordine

SULMONA. Sono entrati nelle case sospette di Cantone con il pretesto di trovare altri cani pericolosi come quelli che l’altro giorno hanno azzannato un veterinario del posto mandandolo in ospedale con 50 punti di sutura a una gamba. In realtà le forze dell’ordine, la cui operazione è ancora in corso, cercavano un piccolo arsenale, composto da 25 pistole e da altre armi, rubato alcune notti fa nell’abitazione di un professionista di Sulmona. A sparire sono state oltre alle armi anche diversi oggetti preziosi e monili d’oro che l’uomo custodiva nella sua casa di via San Polo.
Pistole che il professionista ha ricevuto in eredità dal padre, appassionato di armi e per tanti anni responsabile del poligono di tiro di Sulmona. Alcune da collezione e altre perfettamente funzionanti come la mitraglietta Skorpion, l’arma passata alla storia per essere stata utilizzata nell’attentato di via Fani, compiuto dalle Brigate Rosse. Per l’intera mattinata di ieri carabinieri e polizia sono stati impegnati in una trentina di perquisizioni. Nel mirino degli investigatori le abitazioni di persone che gravitano nel mondo della microcriminalità locale e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il tutto nel tentativo di rintracciare quelle armi rubate.
A denunciare il furto (che preoccupa non poco gli inquirenti poiché le in passato la malavita locale si è servita in passato di armi rubate) è stato proprio l’attuale proprietario della collezione, tra cui figurano anche pistole molto ricercate dagli appassionati del settore.
L’uomo, che è stato assente per tre giorni perché fuori Sulmona, una volta rientrato in città ha trovato il suo appartamento completamente rovistato. Non c’erano più gli oggetti preziosi, ma soprattutto da alcune vetrinette sistemate in sala da pranzo e in una camera erano sparite le armi. In totale oltre una ventina, compresi alcuni fucili e carabine da collezione.
Nel corso delle perquisizioni alla ricerca della refurtiva, i carabinieri della stazione di Introdacqua si sono imbattuti in altro. In particolare, nella soffitta dell’abitazione in via Torlini di Gaspare Bonomo hanno trovato una piantagione di marijuana che l’uomo coltivava in vasi, alcuni dei quali erano già stati svuotati. Bonomo è stato arrestato è successivamente trasferito nel carcere di via Lamaccio dove resterà in attesa dell’udienza di convalida.
Sempre nel corso delle perquisizioni, i carabinieri, coordinati dal maggiore Florindo Basilico, hanno trovato nelle abitazioni di altre due persone – M.B. di Introdacqua e G.G., un sulmonese domiciliato a Pettorano sul Gizio – ulteriori quantitativi di sostanze stupefacenti. Per entrambi è scattata la denuncia a piede libero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA