Rubate le pistole alle due guardie giurate

Pratola: emergono particolari sull’assalto al portavalori, i banditi conoscevano il percorso del blindato
PRATOLA PELIGNA. «Ancora non riusciamo a capire come facevano i banditi a sapere che la prima tappa del giro di consegne del denaro sarebbe stata all’ufficio postale di Pratola Peligna. È regola nella nostra agenzia che il percorso venga deciso all’ultimo minuto. Cosa che è stata fatta anche giovedì mattina».
Lo rivelano dall’Ivri di San Giovanni Teatino confermando che il gruppo armato protagonista dell’assalto al portavalori è composto da spregiudicati professionisti pronti a tutto.
Nell’operazione di Pratola, però, proprio per evitare che l’assalto diventasse ancora più cruento, i malviventi hanno per prima cosa disarmato le due guardie giurate, rubando loro le pistole che avevano in dotazione. Due Beretta “Stormo” calibro 9,21 a canna rotante che le due guardie hanno già provveduto a ricomprare. Una pistola il cui costo si aggira attorno agli 800 euro.
Intanto, proseguono le indagini dei carabinieri della compagnia di Sulmona, coadiuvati dal Nucleo investigativo dell’Aquila e coordinati dal sostituto procuratore Stefano Iafolla.
La priorità è controllare le riprese dei vari circuiti di video sorveglianza dislocati nei paesi della Valle Peligna e in particolare in quelle zone che i malviventi hanno attraversato durante la permanenza sul territorio e nei momenti concitati della fuga. Nel frattempo si cercano le auto che i banditi hanno utilizzato dopo aver dato fuoco alla Jeep Renegade, rubata giorni prima a Campobasso, con la quale hanno portato a termine il colpo da 84mila euro.
Secondo gli investigatori il commando armato arrivava da fuori regione, con ogni probabilità dalla Puglia. (c.l.)
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