Rugby, Costeloe e Davis festeggiati all’Aquila

18 Luglio 2018

Sono stati i primi due stranieri della Polisportiva neroverde sbarcati con John Powell Rees nel 1972

L’AQUILA. Una rimpatriata tra vecchi amici nel segno della palla ovale. La Polisportiva L’Aquila Rugby, in collaborazione con il Museo Rugby Club Vecchio Cuore Neroverde ha incontrato, nei giorni scorsi, Brian Davis e Patrick Costeloe, che hanno indossato i colori neroverdi negli anni ’70. Precisamente, sono stati i primi due stranieri ingaggiati dall’Aquila Rugby, dall’allora presidente Emilio Ibi, nel 1972, insieme al primo tecnico straniero, il gallese John Powell Rees.
Non è la prima volta che i due giocatori inglesi vengono in Italia, lo hanno fatto altre volte, in concomitanza con le partite del 6 Nazioni di rugby, ma stavolta si sono trattenuti all'Aquila per una settimana. E i vecchi compagni di gioco hanno voluto rivederli, in un incontro condito di ricordi, molta commozione e anche parecchi aneddoti.
Brian Davis, terza linea, ha giocato con L'Aquila Rugby un anno soltanto, mentre più lunga è stata l'esperienza aquilana di Patrick Costeloe, che giocava nel ruolo di seconda linea. Ad incontrarli il presidente del Museo del rugby, Luigi Cerroni, il presidente della neonata Unione rugby L'Aquila, società che ha messo insieme Gran Sasso Rugby, Polisportiva L’Aquila, Vecchie Fiamme e L’Aquila Neroverde, Gian Paolo de Rubeis, insieme a tanti giocatori dell’epoca, tra i quali Antonio Di Zitti, Paolo Mariani, Evelino Aio, Serafino Ghizzoni, Giuseppe Zia, Beniamino Manetta, Tonino Falancia e molti altri. Alla fine delle premiazioni tutti i giocatori si sono ritrovati sul campo di rugby di Centi Colella, per la rituale foto sotto i pali, scherzando con Aio, storico mediano di mischia, che nella foto ufficiale degli anni ’70 appesa in bacheca nel museo del rugby manca clamorosamente. Era accaduto, infatti, che mentre veniva scattata la fotografia che poi è finita all'albo, Aio si era allontanato per prendere il pallone, e sfortunatamente il fotografo non si accorse della sua assenza. Costeloe, tra l'altro, fu anche promotore in città di una impresa commerciale: quando all'Aquila esistevano solo le “cantine”, fu proprio lui, Costeloe, ad aprire il primo pub in stile anglosassone, con il nome di “Piripi-piripé”.
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