Ruspe allo stadio Attili Primi test per il campus

Tagliacozzo, sono iniziati gli scavi per il progetto dell’istituto scolastico Il Comitato: «Sfregio alla storia, raccoglieremo firme». Opposizione critica
TAGLIACOZZO. Se ne era parlato tanto nelle ultime settimane e alla fine i lavori di scavo sul manto erboso dello storico stadio cittadino Leo Attili sono cominciati. Ieri sono arrivate le ruspe e hanno iniziato a scavare dall’area di rigore. Dure le critiche del Comitato civico a difesa dello stadio: «Le immagini del terreno di gioco dilaniato dalle scavatrici sono per noi un colpo al cuore. Davanti a ciò tutti i tagliacozzani possono rendersi conto di quanto sia realistica la minaccia di chi intende cancellare lo stadio. Ora è il momento di agire, insieme, come comunità, per fermare quello che, oltre a essere uno sfregio alla storia di questo paese, è uno scempio senza alcun senso logico, economico e urbanistico. Nei prossimi giorni attiveremo una raccolta firme per far sentire la voce della popolazione, ma non lasceremo nulla di intentato per fermare questa operazione scellerata».
La finalità è quella di realizzare un moderno campus scolastico da 8 milioni. Tale situazione nelle passate settimane ha suscitato, come ogni novità che influenza profondamente e significativamente l’assetto urbanistico di una città, un acceso dibattito tra possibilisti e oppositori. Da un lato c’è l’aspetto riguardante lo stadio Attili, un pezzo di storia di Tagliacozzo che sparirà. Dall’altro c’è una questione sociopolitica legata all’opportunità o meno della realizzazione di un campus proprio in quel punto e, soprattutto, con una copertura economica incompleta, visto che è stato finanziato solo un quarto dell’opera. Un’altra preoccupazione riguarda la presenza di acqua nel terreno, visto che la zona è attraversata dal fiume Imele.
«Non siamo contrari a priori alla realizzazione di un nuovo campus scolastico», affermano i consiglieri di opposizione Romana Rubeo e Vincenzo Montelisciani, «ma non condividiamo la scelta di costruirlo nell’area dove sorge il Leo Attili, uno spazio troppo vasto per sistemare circa 400 studenti, in calo di anno in anno. Un’area che per la sua conformazione fa aumentare a dismisura il costo dell’opera. Costruendolo in un altro luogo si sarebbe risparmiato denaro, il cui reperimento è peraltro ancora incerto, e non si sarebbe distrutto lo stadio, un’area verde al centro del paese che poteva essere riqualificata o riconvertita. Inoltre, non siamo contrari neanche alla riqualificazione della struttura sportiva in località Sant’Onofrio, per la quale questa amministrazione sta indebitando i cittadini di Tagliacozzo per 630mila euro. Abbiamo proposto alternative più ragionevoli, ma questa amministrazione ha voluto tirare dritto senza ascoltare niente e nessuno». (p.g.)
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