«Sì al Parco della Memoria, no al cemento»

2 Ottobre 2018

Il Comitato L’Aquila centro storico si è riunito per discutere il progetto e i problemi, ma il vicesindaco Liris non c’era

L’AQUILA. «Se dovessi progettare un Parco della Memoria, direi sì a piazzale Paoli. Quello che mi sconvolge è che si sia deciso di farlo con una enorme colata di cemento». L’intervento dell’architetto Pietro Antonio Pecilli arriva a fine serata, quando la discussione sui punti all’ordine del giorno della seconda assemblea del Comitato L’Aquila centro storico stava quasi per finire. Un intervento, quello del professionista che ha lo studio nel centro storico, che ha trovato molti consensi tra gli altri residenti e commercianti, riuniti per capire a che punto è l’iter del Parco della Memoria, che si dovrebbe realizzare a piazzale Paoli.
«È un progetto che non tiene in nessun conto il genius loci (entità legata al luogo)», ha detto l’architetto, «che sostituisce i grandi alberi con una colata di cemento che renderà il parco invivibile, perché troppo caldo d’estate e troppo freddo d’inverno».
«Per via Campo di Fossa si sono dette tante imprecisioni. L’area era rimasta inedificata perché fuori dall’asse rispetto al centro storico ed era quindi molto costoso andarci ad abitare. Fu edificata con la lottizzazione degli orti Cipollone e Tomei dopo il terremoto della Marsica del 1915 proprio per permettere agli aquilani di ricostruire case sicure. E, infatti, nelle case costruite all’epoca non si sono registrate vittime. Il parco di piazzale Paoli è l’unica area intonsa del centro città, l’unica rimasta integra. La proposta che mi sento di fare è quella di liquidare i progettisti che hanno vinto il concorso di idee sul parco e concentrare gli sforzi sulla fontana monumentale».
I residenti che stanno per rientrare nelle case ricostruite intorno al Parco della Memoria aspettavano da questo incontro i chiarimenti sull'iter di un progetto di cui non si conoscono gli sviluppi recenti. C’è la determina per il pagamento degli onorari dei progettisti, ingegner Manfredo Gaeta e architetto Annalisa Di Luzio, un acconto sugli onorari per la progettazione esecutiva. Il parco sarebbe dovuto costare 719mila euro, a cui sono stati aggiunti successivamente ulteriori 103 mila euro. Tra l’altro, i residenti lamentano la totale mancanza di parcheggi, sia per i residenti, sia per i fruitori del parco e i portatori di handicap. Il vicesindaco Guido Liris non ha partecipato all’incontro, e le domande sono rimaste senza risposta. Nel corso della riunione, coordinata dal presidente del Comitato, Roberto Grillo, si è deciso di aprire l’associazione anche ai soci simpatizzanti esterni al centro e agli studenti domiciliati in centro. I soci hanno incontrato la preside del Liceo Classico, Serenella Ottaviano, che ha spiegato i problemi della scuola, spezzettata in più sedi, e si è discusso a lungo dei problemi dei parcheggi in centro, totalmente insufficienti. Il Comitato ha inoltre deciso di istituire gruppi di lavoro per elaborare le proposte da inviare al Comune. È emerso anche un dato curioso: i vicoli si sono ristretti. Prima del sisma si riusciva a entrare, dopo i lavori e probabilmente a causa della messa in opera dei cappotti termici, in alcuni casi i residenti non riescono più a entrare in garage.
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