S’incatena per protesta contro l’uomo che voleva darsi fuoco

9 Maggio 2020

SULMONA. Si è incatenato al cancello del Comune chiedendo alle istituzioni di fare il proprio dovere. Dopo l’episodio che ha visto al centro di una protesta un sulmonese che ha minacciato di darsi...

SULMONA. Si è incatenato al cancello del Comune chiedendo alle istituzioni di fare il proprio dovere. Dopo l’episodio che ha visto al centro di una protesta un sulmonese che ha minacciato di darsi fuoco per le lungaggini della burocrazia, ieri pomeriggio un’altra protesta ha tenuto con il fiato sospeso sia i dipendenti del Comune sia le forze dell’ordine. Antonino Maccarrone, da anni residente a Sulmona, ha scelto anche lui Palazzo San Francesco per mettere in atto l’eclatante protesta che è il seguito di quella di ieri, attuata da Alessandro Ferrini. Al centro della vicenda, infatti, c’è un chiosco di via Sallustio, Il chiosco, di proprietà di Ferrini, anni fa era stato affittato dallo stesso proprietario alla convivente di Maccarrone per gestire un’attività commerciale. Un rapporto che però è finito in lite e che si trascina ancora tra richieste di risarcimento e pignoramenti. Maccarrone ha in mano una sentenza del tribunale che ha riconosciuto alla sua compagna, titolare dell’attività commerciale, 18mila euro per il danno patrimoniale e 5mila per quello morale. In appello la sentenza è stata riformata e il giudice ha riconosciuto alla compagna di Maccarrone la somma di 5 mila euro mentre gli altri 18 sono ancora oggetto di causa davanti al tribunale civile di Sulmona. Soldi che però Ferrini non vuole dare perché creditore di canoni arretrati per un totale di 19mila e 200 euro. Nel corso della protesta in cui l’uomo ha più volte minacciato gesti sconsiderati tanto da sferrare una testata contro il montante del cancello di ferro da cui si accede all’anagrafe procurandosi un taglio sulla fronte, è intervenuto Daniele L’Erario capo della squadra anticrimine del commissariato, il quale dopo una trattativa telefonica è riuscito a far desistere Maccarrone. Sul posto c’erano anche agenti della Digos, guidati dall'ispettore Pietro Ventresca intervenuto per togliere le catene dai polsi dell’uomo. Subito dopo Maccarone è stato medicato dai sanitari del 118 e accompagnato al pronto soccorso. Il contenzioso tra i due è destinato a proseguire almeno fino a quando non verrà raggiunto un accordo volto a mettere la parola fine alla querelle giudiziaria. (c.l.)
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