Saca, è scontro aperto sulla gestione dell’acqua

21 Ottobre 2020

SULMONA . «La concessione per il ciclo idrico integrato non corre alcun pericolo». È il presidente della Saca Luigi Di Loreto a rassicurare Comuni soci, dipendenti e cittadini sulla paventata revoca...

SULMONA . «La concessione per il ciclo idrico integrato non corre alcun pericolo». È il presidente della Saca Luigi Di Loreto a rassicurare Comuni soci, dipendenti e cittadini sulla paventata revoca della gestione dell’acqua per ciclo idrico integrato per i 28 centri di Valle Peligna e Alto Sangro. Il dubbio è derivato da una lettera in cui l’Ersi, (Ente regionale servizio idrico), contesta all’azienda il metodo per l’attribuzione dei livelli, le cosiddette progressioni verticali, a sei dipendenti. Metodo che invece la Saca considera in linea con l’attuale normativa. L’Ersi è arrivata a minacciare la revoca della concessione se la Saca non si adeguerà alle proprie osservazioni. «Il riconoscimento delle posizioni lavorative ai dipendenti è stato fatto con finalità transattiva e si riferisce all’attribuzione di mansioni svolte e assegnate ben prima di questa gestione», spiega Di Loreto, «tale atto ha evitato alla società controversie legali che avrebbero generato un costo di oltre 300mila euro». «Ricordiamo, infatti, che in passato e sempre prima di questa gestione, la Saca era già stata condannata, per casi del tutto similari, dal tribunale di Sulmona al pagamento di 138.079,28 euro a titolo di arretrati oltre al riconoscimento dei livelli superiori», continua il presidente, «ma ciò che mi lascia veramente basito è il fatto che in passato l’attribuzione dei livelli con la medesima procedura è stata utilizzata da tutti gli amministratori, ivi compreso l’attuale segretario del Partito democratico di Sulmona Franco Andrea Casciani, già amministratore delegato della società». Di Loreto sottolinea che «di tale sistema di attribuzione della progressione ha perfino beneficiato Nunzio Merolli, ex dipendente Saca e attuale presidente di Ersi». «Ad ogni modo con gli organi tecnici di Ersi abbiamo intrapreso un confronto sulla vicenda che sicuramente porterà ad una corretta definizione della stessa, anche perché la paventata revoca della convenzione non potrà mai basarsi sull’eventuale decisione di Saca di affidare a un giudice terzo la definizione della normativa applicabile al caso». (c.l.)