«Sacchetti bio fuorilegge» Esposto in Procura

L’AQUILA. All’Aquila il 67% dei sacchetti utilizzati dai banchi di mercato per imbustare frutta e verdura e irregolare, come lo è il 61% degli shopper utilizzati dalle frutterie della città. Lo...
L’AQUILA. All’Aquila il 67% dei sacchetti utilizzati dai banchi di mercato per imbustare frutta e verdura e irregolare, come lo è il 61% degli shopper utilizzati dalle frutterie della città. Lo denuncia il Codacons, che ha realizzato un’indagine nelle principali città italiane verificando la tipologia di shopper forniti al di fuori dei supermercati.
Lo scorso primo gennaio è scattato l’obbligo, previsto dal cosiddetto decreto Mezzogiorno, di utilizzare bioshopper come imballaggio primario per i prodotti di gastronomia, macelleria, pescheria, frutta, verdura e panetteria. In sostanza, i sacchetti dovranno essere per legge biodegradabili e compostabili con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%.
Dall’indagine del Codacons, tuttavia, è emerso come mercati e frutterie di strada continuino a utilizzare sacchetti non in regola con la normativa. In base alla ricerca a campione realizzata dall’associazione, all’Aquila la percentuale più alta di irregolarità si riscontra nei mercati locali, con il 67% dei banchi che utilizza sacchetti di plastica non biodegradabile (contro una media nazionale del 72,1%); nelle frutterie la percentuale di irregolarità scende al 61% (67% la media nazionale).
Vi sono poi gli shopper “fallaci”, quelli cioè spacciati per compostabili ma in realtà di plastica comune, riscontrati nel 12% dei banchi dell’Aquila esaminati e nel 13% delle frutterie.
Sui banchi dei mercati solo il 21% dei sacchetti è risultato regolare, cioè compostabile (biodegradabile in 3 mesi e trasformabile in fertilizzante compost), contro il 26% di regolarità delle frutterie.
Il Codacons ha così deciso di presentare un esposto alla Procura, in cui si chiede il sequestro dei sacchetti non a norma e di «predisporre tutti i controlli necessari verificando e identificando coloro che hanno operato con modalità illegittime». Si chiede di individuare responsabilità e omissioni, fino ad arrivare a valutare la chiusura degli esercizi commerciali coinvolti.

