Saes, ora scatta la riorganizzazione

Cambio di produzione tra Avezzano e Milano, ma l’azienda assicura: niente tagli
AVEZZANO. Al via una riorganizzazione interna alla Saes getters, pronta a dire addio a un intero settore e ad accoglierne un altro. Uno degli stabilimenti più longevi del nucleo industriale, dove vengono create, tra l’altro, dispensatori di ossigeno, prodotti per sistemi di purificazione di gas, pompe getter e ioniche, componenti basati su leghe super elastiche, prodotti per elettronica, sarà protagonista di una riorganizzazione interna. L’azienda, che continua a incassare ottimi risultati in borsa dopo la sua quotazione, trasferirà nello stabilimento in provincia di Milano tutto il settore “pompe” e concentrerà ad Avezzano il settore delle leghe. Questo cambio interno non dovrebbe comportare problemi occupazionali, l’azienda infatti ha assicurato a sindacati che non ci saranno tagli. Certo è, però, che la notizia ha destato preoccupazione tra i 240 dipendenti dello stabilimento avezzanese. Nel sito di Lainate andranno tutte le attività della “Divisione Saes High Vacuum”, cioè quella che realizza le pompe getter utilizzate in diversi settori: da quello medico a quello elettronico. Ad Avezzano, invece, saranno trasferite e potenziate le attività delle leghe che si stanno espandendo sul mercato statunitense, attraverso un piano di crescita organica, prevalentemente nel settore della difesa. Il cambio di produzione non sarà un problema per i dipendenti di Saes che sono altamente formati per poter portare avanti sia l’uno che l’altro prodotto. Parallelamente a questa scelta la società ha deciso anche di aprire degli scivoli per permettere ai lavoratori prossimi alla pensione di lasciare lo stabilimento. Non è previsto per ora uno specifico piano di sostituzione dei dipendenti che lasceranno la fabbrica di Avezzano. Applicando la cosiddetta “isopensione” l'azienda corrisponderà un assegno ai lavoratori di importo equivalente alla pensione – che si chiamerà proprio isopensione – per l’intero periodo tra l’uscita dell’ex dipendente dalla fabbrica e il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. L’esodo potrà iniziare a partire da novembre 2024 e andare avanti fino giugno 2025, la seconda finestra sarà aperta a novembre 2025 fino a giugno 2026 e poi la terza da novembre 2026. Saranno interessati tutti i lavoratori ai quali mancano fino a un massimo di sette anni per raggiungere i requisiti per andare in pensione e sarà riservato a non più di 40 persone. (e.b.)
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