Sagne e ricotta nel Sant’Antonio di Scanno

Oggi si rinnova la tradizione: cerimonia con il vescovo Fusco. E ad Alfedena falò e fisarmoniche
SCANNO. Si festeggia con sagne e ricotta oggi a Scanno la giornata in onore di Sant’Antonio Abate, chiamato in paese anche “Barone” per il fatto che la chiesa dove è custodita l’immagine del Santo era proprietà dei baroni scannesi. Davanti alla cappella del beato, in pieno centro storico, si accenderà un fuoco su cui verrà posto un grande treppiedi con un pentolone per cuocere le striscioline di pasta fatte a mano. Condito con ricotta salata, il piatto verrà benedetto dal vescovo Michele Fusco, assieme al parroco don Carmelo Rotolo, e alla fine della messa, poco prima di mezzogiorno, distribuito a tutta la popolazione secondo un’usanza che si fa risalire ai secoli XIV-XV, quando esisteva a Scanno l’abbazia di Sant’Antonio Abate. Dopo un periodo di interruzione, l’usanza fu ripristinata per volere dei fratelli Antonio e Adriano Di Rienzo ed è arrivata fino a oggi.
Festa in onore di Sant’Antonio Abate anche ad Alfedena, nel cuore del Parco d’Abruzzo, dove alle 15 verranno accesi i tradizionali falò nei principali quartieri del paese. Dopo la processione solenne e la benedizione dei fuochi da parte del parroco don Marco Wielgosz, il paese prenderà vita con il suono delle fisarmoniche e tutti insieme, giovani e adulti, si ritrovano lungo le strade fino a notte fonda. La festa richiamerà in paese, come ogni anno, tanti turisti sia dal vicino Molise che dalla Campania, spinti dal fascino dei fuochi e ancora di più dalla grande quantità di prelibatezze gastronomiche, come la panonta, lullitte e faciule e le tanto amate ciceranate. (m.lav.)
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