Saldi, attesa tra timori e speranze «Noi pronti ad accogliere i clienti»

4 Gennaio 2022

Le attività sono di nuovo alle prese con le restrizioni anti-Covid e la concorrenza della rete virtuale C’è anche il tema del centro storico. Mastropietro (Conflavoro): «Incentivare gli accessi alla città»

L’AQUILA. Restrizioni anti-Covid, ritrosie e timori, concorrenza dell’on line, difficoltà di raggiungere i punti vendita e crescita della percezione che l’aumento dei prezzi sia strutturale e di lunga durata. Alla vigilia della stagione invernale dei saldi, la strada è tendenzialmente in salita per i commercianti, anche se le carte da giocare in questi 60 giorni sono diverse e se i margini di ripresa, anche rispetto allo scorso anno, sono ancora importanti. Il ponte di Natale ha fatto un po’ da spartiacque tra una tendenza in crescita, che ha interessato le prime settimane di dicembre, e un calo di presenze dei negozi, incentivato dall’infodemia che ha accompagnato l’aumento dei contagi.
LE VOCI DEI NEGOZIANTI
«Abbiamo registrato una frenata importante», conferma Riccardo Savella, presidente provinciale Federmoda-Confcommercio. «Ho visto molta gente girare per strada, sia all’Aquila sia ad Avezzano e questo è un buon segnale in vista dell’avvio stagionale dei saldi». Uno degli obiettivi, come realtà associativa, è quello di promuovere un’organizzazione di servizi agli associati, in modo da creare attrattiva e affrontare la concorrenza on line. «In realtà concentrate come Avezzano», spiega ancora Savella, «la nostra organizzazione sta funzionando e lavoriamo per incentivare lo shopping nei negozi di prossimità. Avendo un centro relativamente raccolto, il nostro compito è più facile rispetto al capoluogo che, invece, vive ancora una realtà piuttosto frammentata tra centro e periferia, anche a causa del sisma. Molti locali e uffici hanno riaperto a ridosso del corso, ma la presenza commerciale è ancora ridotta».
COMMERCIO E SISMA
Prima del terremoto, erano oltre 900 le imprese in centro storico. La riorganizzazione successiva ha favorito la crescita di strutture come L’Aquilone. «Da quell’anno», valuta la direttrice Valentina Bianchi, «gli aquilani sono sempre rimasti legati a questo centro commerciale che ha rappresentato, comunque la si veda, un punto di riferimento». Anche da queste parti si conferma un buon trend a dicembre. «Non possiamo ancora parlare di dati assimilabili alle cifre che giravano nel 2019», sottolinea, «però quest’anno non è minimamente paragonabile allo scorso anno, quando le restrizioni erano maggiori ed eravamo costretti a chiudere nel weekend. Le cose in questi ultimissimi giorni non stanno andando altrettanto bene, ma bisogna anche dire che stiamo vivendo giornate di vacanza dalle temperature primaverili, con molta gente fuori città». Roberto Donatelli (Confcommercio) assicura comunque che, nell’arco di questi 60 giorni di saldi, si arriverà a spendere in media 120-130 euro a persona. «Anche quest’anno», spiega, «ci tocca vigilare sulle false partenze di chi gioca di anticipo e chi non rispetta le regole. Ma siamo fiduciosi». Ugo Mastropietro (Conflavoro Pmi) continua a ritenere prioritario ripensare le logiche di accesso al centro storico. «I negozi non sono facili da raggiungere», ricorda, «e i clienti sono disincentivati a venire ad acquistare». Riccardo Manzi, titolare di un noto negozio di abbigliamento, giudica importante contenere la concorrenza on line. «È vero che in tanti non rinunciano al rapporto col commerciante di fiducia, specie nell’acquisto di un capo da provare in camerino», dichiara. «Però le suggestioni della rete sono molte e bisogna farci i conti». Raffaele Panarelli, a capo di un altro importante negozio di abbigliamento, non nasconde la preoccupazione per la situazione. «Proprio nella settimana di lancio dei saldi», spiega, «dobbiamo fare i conti con questa percezione diffusa di precarietà per la situazione sanitaria. E questo rappresenta sicuramente un deterrente. Mi auguro che la stessa percezione migliori nel corso di questi due mesi».