Saldi, avvio soft per le vendite nei negozi

Donatelli (Confcommercio): «Partenza più lenta all’Aquila causa fiera, ma possiamo recuperare»
L’AQUILA. Sono partiti i saldi di fine stagione, che finiranno il 5 marzo, mentre quelli estivi andranno dal 7 luglio al 4 settembre. Una partenza in sordina, almeno nell’Aquilano, vista la concomitante fiera dell’Epifania. Ma già nei prossimi giorni, secondo le previsioni di Confcommercio, i dati sugli acquisti dovrebbero allinearsi a quelli nazionali: dopo un altro anno difficile, sul fronte del commercio, questo è il periodo più atteso dagli operatori del settore e dalle aziende, che sperano di recuperare con le svendite, alle quali parteciperà un consumatore su due, con uno spesa pro-capite intorno ai 143 euro, che diventano 331 per una famiglia. C’è una novità: i saldi partono da subito con riduzioni dei prezzi più alte della media. Le vetrine dei negozi hanno lanciato già da tempo sconti che vanno dal 30% al 50%, per arrivare fino al 70%.
«Per fare un bilancio e avere dati certi», spiega il presidente di Confcommercio Roberto Donatelli, «di solito attendiamo tre giorni, tenendo conto del fatto che le attività commerciali resteranno aperta anche il giorno dell’Epifania e quello successivo. Dai primi resoconti, all’Aquila la maggior parte delle persone si è riversata sulla fiera della Befana, grazie anche alla bella giornata. E nel resto della provincia, sicuramente da anni non si vedono più le file davanti ai negozi, ma gli operatori ripongono tanta speranza nelle prossime settimane».
Come ricorda Confcommercio, bisogna sempre tenere a mente, per evitare inganni, le regole base sui saldi. Ad esempio, la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. La prova dei capi è rimessa alla discrezionalità del negoziante. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi di altra stagione. C'è l'obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. (r.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

