Sale il conto: in soli due mesi richieste per quasi 17 milioni
È una fase cruciale per le centinaia di cause civili scoppiate per il risarcimento dei familiari delle vittime e dei feriti nel terremoto dell’Aquila del 2009. Le ultime due sentenze contro la...
È una fase cruciale per le centinaia di cause civili scoppiate per il risarcimento dei familiari delle vittime e dei feriti nel terremoto dell’Aquila del 2009. Le ultime due sentenze contro la presidenza del Consiglio dei ministri – motivate dalle rassicurazioni date alla popolazione prima della tragica scossa del 6 aprile – portano a quasi 17 milioni di euro il conto totale dei risarcimenti inflitti negli ultimi due mesi, con motivazioni simili e sempre dal giudice del tribunale dell’Aquila Baldovino De Sensi. Queste cause sono nate sulla base della sentenza della Cassazione nel processo alla commissione Grandi rischi che si riunì in città il 31 marzo del 2009: tutti assolti, tranne l’ex viceapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis, a cui fu riconosciuta la negligenza e l’imprudenza delle sue parole rassicuranti. Altre cause civili, invece, riguardano crolli specifici. Come quella finita con la sentenza choc di ottobre per il collasso della palazzina di via Campo di Fossa 6B: in quel caso i familiari delle vittime citarono in giudizio non la presidenza del Consiglio dei ministri – a cui fa capo la Protezione civile – bensì i ministeri che avrebbero dovuto vigilare sulla progettazione e la realizzazione dell’edificio tramite gli uffici sul territorio (prefettura e Genio civile), oltre che il costruttore e i tecnici della palazzina e il Comune dell’Aquila (a cui non è stato assegnato alcun concorso di colpa).

