Salmonella nell’Imele, vietata l’irrigazione

13 Giugno 2021

Tagliacozzo, il sindaco protesta per i ritardi sull’esito dei prelievi effettuati alla fine di gennaio

TAGLIACOZZO. Salmonella nel fiume Imele, scatta il divieto di utilizzo dell’acqua per l’irrigazione dei campi e l’approvvigionamento per il bestiame. Il provvedimento emesso dal Comune di Tagliacozzo porta la data del 10 giugno, mentre i prelievi risalgono a 26 gennaio scorso, ovvero 4 mesi prima.
«Con l’ordinanza del 10 giugno il Comune di Tagliacozzo ha vietato, con decorrenza immediata, l’utilizzo dell’acqua proveniente dal fiume Imele ai fini irrigui e zootecnici», spiega il sindaco Vincenzo Giovagnorio. «E con Pec inviata alla Asl e all’Arta è stato evidenziato che il tempo trascorso tra il prelievo e la comunicazione degli esiti degli esami non hanno consentito all’Ente di mettere in atto, prima, provvedimenti a tutela della salute pubblica». A tal proposito il primo cittadino aggiunge che «il Comune di Tagliacozzo e la Asl hanno avuto comunicazioni dall’Arta il 24 maggio in merito ai risultati delle analisi chimiche e microbiologiche effettuate su un campione di acqua superficiale prelevato il 26 gennaio nel Fiume Imele, presso la stazione di monitoraggio regionale “San Giacomo- bivio Sfratati”. Nella pec si fa presente che, poiché sul campione è stata rilevata la presenza di “Salmonella spp”, il materiale il primo aprile è stato inviato allo Zooprofilattico di Teramo per l’identificazione sierologica dei ceppi isolati ed esaminato dal 23 al 27 aprile».
«Il relativo esito», conclude Giovagnorio, «da cui risulta la presenza di “Salmonella Typhimurium” è stato trasmesso al Comune soltanto il 24 maggio. Infine, solo all’inizio di giugno l’azienda sanitaria locale ha comunicato all’Ente e all’Arta che gli organi di supporto analitico ambientale dovranno documentare l’avvenuto ritorno alla normalità delle acque al fine di permettere eventuali usi irrigui a scopo alimentare umano ed animale». (f.d.m.)
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