Salta il rito delle “sagne e ricotta”

17 Gennaio 2021

La pandemia ferma la tradizionale offerta del piatto per Sant’Antonio

SCANNO. Salta a Scanno la tradizione delle “sagne con la ricotta” per festeggiare Sant’Antonio Abate. Non si ripeterà oggi in paese il rito della distribuzione del cibo in onore del santo, chiamato anche “Barone” perché la chiesa dov’è custodita la sua immagine era proprietà dei baroni scannesi. Usanza vuole che davanti alla cappella del santo, in pieno centro storico, ogni anno a mezzogiorno si accenda un fuoco su cui viene posto un grande treppiedi con un pentolone per cuocere le striscioline di pasta fatte a mano e offerte dal proprietario di un ristorante locale. Condito con ricotta salata, il piatto viene prima benedetto e poi distribuito alla popolazione. Ma quest’anno l’emergenza sanitaria ha fermato la tradizione, che si fa risalire ai secoli XIV e XV, quando esisteva a Scanno l’abbazia di Sant’Antonio Abate. Festeggiamenti in onore del santo, invocato per la salute del bestiame domestico e del corpo – specialmente contro il cosiddetto “fuoco di Sant'Antonio” – sono stati annullati anche in altri paesi dell’Alto Sangro.
Un fuoco simbolico sarà però acceso ad Alfedena. Un’ordinanza del sindaco Massimo Scura vieta la tradizionale accensione dei fuochi nel centro montano a causa dell’emergenza sanitaria, ma vista la richiesta popolare di non interrompere l’antica usanza in paese, pur nel rispetto delle norme che vietano assembramenti, verrà acceso un unico grande falò in onore del santo. Un fuoco simbolico verrà acceso oggi alle 17 davanti alla chiesa parrocchiale al termine della messa. (m.lav.)
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