Saltano analisi e distribuzione di medicinali

Ordinanza del prefetto e polemiche. Protestano i pazienti che hanno trovato gli ambulatori chiusi
AVEZZANO. Arrivano in ospedale per le analisi del sangue, ma vengono rimandati indietro a causa dell’ordinanza del prefetto che prevedeva la chiusura degli uffici pubblici nella giornata di ieri. Non sono mancate le proteste all’ospedale di Avezzano. La stessa cosa è accaduta per i pazienti che sono arrivati nei presidi per richiedere materiale sanitario per diabetici. In questo caso hanno trovato la porta chiusa. Così come per coloro che cercavano gli alimenti aproteici al Centro polio. Il problema è che per molte persone, arrivate da tutta la Marsica, questi servizi sono essenziali.
«Non pensavamo che anche questo tipo di prestazioni venissero sospese», hanno protestato alcuni malati, «come fanno a non essere servizi essenziali e di pubblica necessità cose che servono per la salute dei cittadini? Tra l’altro, con la velocità delle liste c’è il rischio che, per alcuni accertamenti, bisognerà aspettare mesi prima di riavere un nuovo appuntamento».
«Effettivamente ci sono strutture a rischio dal punto di vista della sicurezza sismica», affermano dal Tribunale per i diritti del malato, «una di queste è il Centro polio, molto vecchio e quindi la decisione di chiudere è giusta. Allo stesso tempo, però, l’utenza si è lamentata perché è stata bloccata l’erogazione ai cittadini di servizi sanitari molto importanti. E questo non è un sfizio dei pazienti, ma una necessità. Questo senza dubbio ha creato grossi problemi».
Una situazione che si è venuta a creare perché il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, considerato lo stato di allerta per gli eventi sismici e le condizioni meteorologiche avverse, ha disposto la chiusura per un giorno, poi prorogata, di tutti gli uffici pubblici dell’Aquila e dei comuni della provincia. Così, in virtù di questo provvedimento, anche la Asl Avezzano-L’Aquila-Sulmona ha sospeso l’attività chirurgica programmata e ambulatoriale in tutti gli ospedali e i distretti sanitari. È anche vero che, in seguito all’ordinanza emessa dal prefetto, era stato stabilito che venissero garantiti i servizi essenziali e di emergenza, così come tutte le prestazioni urgenti e indifferibili, come dialisi e trattamenti di chemio e radioterapia. Per molti pazienti anche gli accertamenti medici erano prestazioni indifferibili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

