Saltato l’accordo sui 70 esuberi annunciati

22 Novembre 2016

«Una situazione difficile, ma cercheremo di risolverla». È l’impegno del sindaco Massimo Cialente, che ieri ha incontrato a Palazzo Fibbioni i ricercatori della Intecs. Un incontro sollecitato dagli...

«Una situazione difficile, ma cercheremo di risolverla». È l’impegno del sindaco Massimo Cialente, che ieri ha incontrato a Palazzo Fibbioni i ricercatori della Intecs. Un incontro sollecitato dagli stessi lavoratori, dopo che è saltato l’accordo per evitare i 70 licenziamenti annunciati dall’azienda, su una pianta organica di 98 unità. La Intecs ha rilevato il laboratorio di ricerca e sviluppo ex Technolabs, un tempo centro di eccellenza riconosciuto a livello europeo. «Situazione difficile», ha commentato il sindaco dopo l’incontro con i ricercatori, «ma la risolveremo, spero. Però questo territorio deve imparare ad accogliere chi viene a investire, non a processarlo o respingerlo. La competitività oggi è accoglienza». Un riferimento, quello del sindaco, anche alla vicenda dell’Accord Phoenix, un’operazione finita nel mirino, sia da parte sindacale che politica. Per salvaguardare i lavoratori della Intecs, dopo l’annuncio un anno fa dei licenziamenti di massa da attuare entro 24 mesi, era stato attivato un tavolo istituzionale in Regione: per mesi si sono susseguite le trattative sindacali, per individuare una soluzione, ma secondo la Fiom e le Rsu l’azienda avrebbe assunto un atteggiamento di chiusura, decretando di fatto la dismissione del sito aquilano. I sindacati hanno parlato di «una sprovveduta politica industriale praticata sul nostro territorio, che ha prodotto solo la dispersione di preziose competenze, nonostante gli strumenti per il consolidamento di conoscenze e per la riconversione e riqualificazione del personale messi a disposizione dell’azienda sin dal suo arrivo». Nei giorni scorsi, una delegazione di ricercatori ha incontrato anche la rettrice dell’Università Paola Inverardi, che si è subito mossa con il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. (r.s.)