Saluti nazisti in classe, indagati cinque minori a Sulmona

Si scattano foto a scuola con il braccio teso e la pubblicano su Tiktok. L’ipotesi: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione
SULMONA. Un’indagine che mette al centro i social, la scuola e il confine fragile tra emulazione e reato. È questo lo scenario dell’inchiesta avviata dalla procura del tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di cinque studenti del liceo Vico di Sulmona, tutti tra i 16 e i 17 anni, quattro residenti nella città ovidiana e uno a Scanno. L’ipotesi di reato è pesante: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati ieri mattina dai carabinieri della compagnia di Sulmona, su disposizione del procuratore David Mancini. I fatti risalgono tra il 26 e il 28 gennaio, a cavallo della giornata della memoria. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i ragazzi nel corso di un'assemblea di classe avrebbero postato su TikTok una foto scattata all’interno di una classe di un liceo di Sulmona.
Nell’immagine due studenti compiono il saluto nazista, un altro esibisce una bandiera riconducibile all’epoca del nazi-fascismo coprendosi il volto con la maschera del cartone animato della tartaruga ninja, mentre gli altri, sempre secondo l’accusa, avrebbero agito in concorso nella realizzazione e diffusione del contenuto. La foto ritrae in realtà un’intera classe composta da sedici studenti, ma al momento solo cinque giovanissimi sono stati formalmente iscritti nel registro degli indagati. Una posizione che potrebbe però non restare isolata: l’inchiesta, infatti, è ancora in fase preliminare e non si escludono ulteriori sviluppi. Nel corso delle perquisizioni effettuate in mattinata, i carabinieri hanno sequestrato i telefoni cellulari e i dispositivi elettronici in uso ai cinque minorenni, con l’obiettivo di recuperare il file video e ogni altro materiale utile alle indagini.
Nel corso dell’attività è stata inoltre rinvenuta e sequestrata una bandiera nazista all’interno dell’abitazione di uno dei diciassettenni. L'inchiesta sarebbe partita da una segnalazione. L’operazione rientra in un più ampio filone investigativo coordinato dalla procura per i minorenni dell’Aquila, orientato a contrastare l’incitazione all’odio e la discriminazione razziale, fenomeni che – secondo gli investigatori – trovano sempre più spazio sui social network e coinvolgono fasce di età giovanissime.
Nelle prossime ore il magistrato disporrà una perizia tecnica sui dispositivi dei cinque giovanissimi per trovare l'immagine incriminata che era stata pubblicata su TikTok da un 17enne e poi rimossa nel giro di poche ore. Gli inquirenti vogliono ricostruire anche le modalità d'invio e di condivisione del file. Non si esclude che l'inchiesta si allarghi ad altri giovanissimi. Nello specifico, la procura intende ricostruire la provenienza, la destinazione dei file per la propaganda di ideologie nazifasciste.
Sulla vicenda interviene anche la preside del Liceo Vico, Caterina Fantuzzi, che condanna l’episodio e annuncia sanzioni disciplinari per i cinque studenti indagati. «La scuola», sottolinea la preside, «condanna con assoluta fermezza qualsiasi gesto, comportamento o simbolo riconducibile a ideologie totalitarie, alla discriminazione o all’incitamento all’odio. Tali manifestazioni sono in totale contrasto con i principi della Costituzione, con la missione educativa della Scuola e con i valori di rispetto, inclusione e cittadinanza che quotidianamente promuoviamo».
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