«Salvate la quercia della fertilità»

26 Maggio 2023

Barete, allarme degli ecologisti: rami secchi. È tra gli alberi monumentali d’Abruzzo

BARETE. Preoccupazione da parte di residenti e associazioni per le condizioni della quercia della fertilità di Bassanello a Barete. Un albero secolare famoso per la sua caratteristica di fare molte ghiande. Da alcuni anni inserita tra gli alberi tutelati della Regione Abruzzo, così come l’elenco degli Alberi monumentali d’Italia, la quercia presenta rami secchi e segnature alla base che fanno ipotizzare, con molta probabilità, a un attacco di cerambicidi. A lanciare l’allarme, insieme a varie associazioni dedicate, è Domenicantonio Federici che a Barete porta avanti attività di allevamento in terreni adiacenti che ha preso in affitto. La quercia è considerata sacra dagli abitanti del posto e non potrebbe essere altrimenti, non solo per il suo aspetto fantastico e regale, ma anche per le dimensioni: 6 metri e 75 centimetri di diametro del fusto, con più di 2 metri di diametro e 17 metri di altezza. Ogni anno l’albero è visitato da molti appassionati e cercatori di alberi ed è anche presente nella pubblicazione di Francesco Nasini dal titolo “Grandi Alberi d’Abruzzo”. Sulla quercia è intervenuto anche il Coordinamento nazionale alberi e paesaggio Ets, organizzazione no-profit per la tutela di alberi, foreste, giardini e paesaggi, per la divulgazione scientifica e culturale e per l’educazione ambientale. Periodicamente, l’associazione ha preso contatti con gli enti preposti per la salvaguardia delle quercia. «Questo albero», scrive l’associazione, «non trova però ancora giusto riposo, sottoposto a cure poco ortodosse, fatte in buona fede ma da mani poco esperte e guidate da genti che pur millantando vane esperienze sono invece sempre pronte a cavalcare queste situazioni per gloria e guadagni personali, non hanno esperienza di alberi, però sono sempre le prime a voler apparire, per sentirsi quel che non potranno mai essere». Un luogo particolare, poi, a causa del fatto che la quercia – nei decenni passati anche a rischio abbattimento – era un punto di riferimento per i briganti della zona nell’arco del XIX secolo. (fab.i.)
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