Salvatore, tecnico e attore dai telefoni al palcoscenico

L’AQUILA. Chiami un tecnico per farti aggiustare la linea telefonica e incontri un poeta e un attore. Il tecnico è la sua professione, lo fa bene, con competenza e senza guardare l’orologio. Ma la...
L’AQUILA. Chiami un tecnico per farti aggiustare la linea telefonica e incontri un poeta e un attore. Il tecnico è la sua professione, lo fa bene, con competenza e senza guardare l’orologio. Ma la sua grande passione sono la scrittura e il palcoscenico. Ha 40 anni ed è di Napoli. Si chiama Salvatore Cirillo. Tutta la settimana è all’Aquila (abita fra San Gregorio e San Demetrio insieme ad alcuni colleghi). Il sabato pomeriggio toglie la tuta, “vola” in tre ore scarse a Napoli e recita. I suoi cavalli di battaglia sono naturalmente le commedie napoletane. «Sono cresciuto a pane e film di Totò», dice. «Ho conosciuto Luca De Filippo e la passione del teatro ce l’ho fin da piccolo». Di recente ha scritto un monologo con il quale sta in scena, da solo, per quasi un’ora. Alla fine del 2017 ha pubblicato un libro di poesie dal titolo “Sotto il tacito silenzio delle stelle”.
«Ho iniziato a scrivere perché sentivo la necessità di capire qualcosa, e così cominciai a mettere nero su bianco ciò che mi passava per la testa e le emozioni che provavo. Le prime poesie le ho scritte quando avevo 17-18 anni», ha raccontato in un’intervista a Francesco Matino del sito Blasting News. «Poi ho partecipato a un concorso di poesia, ne scelsi una e dissi: adesso tu esci. E così ho deciso di farle conoscere al pubblico e di farle arrivare alle persone, anche perché ciò che scrivi, a un certo punto, non è più soltanto tuo, dunque perché tenerle solo per me?». Nei versi di Cirillo c’è soprattutto la parola Amore. «Una volta lessi un libro di Bukowski che diceva: “Ci spogliammo nudi e restammo sul letto senza fare l’amore, intenti a guardarci, e a un certo punto scoppiammo a ridere e poi ci addormentammo”. Non è fondamentale l’atto sessuale in sé, l’amore è qualcosa che va oltre. La donna è qualcosa di particolare, oltre che essere speciale per tante cose, e ricordiamo che sono un passo davanti agli uomini, inutile nasconderlo. A volte dobbiamo essere delle luci intorno a loro, soprattutto quando incontriamo la donna che amiamo. Da queste riflessioni è nata la poesia “Amatele”: spesso siamo presuntuosi di fronte a questo sentimento, tendiamo a sciupare una parola così importante come l’amore, la banalizziamo, quando in realtà bisogna sempre dimostrare coi fatti di amare una persona».
Salvatore Cirillo non vorrebbe rinunciare alla sua passione per il teatro nemmeno quando è all’Aquila per lavoro. Per questo sta contattando gruppi, associazioni, enti che in città si occupano di teatro. «Mi piacerebbe», dice, «conoscere meglio la realtà culturale aquilana che vedo e so essere qualitativamente e quantitativamente tra le più importanti in Italia».
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