Salvatori: non mi candido ecco quali sono le ragioni

20 Agosto 2021

La rinuncia del docente universitario apre nuovi scenari. Donzelli può approfittarne Si rischia la spaccatura tra Di Marco Testa e Montelisciani. Giovagnorio alla finestra

TAGLIACOZZO. L’inaspettata rinuncia del professor Franco Salvatori di candidarsi a sindaco ha suscitato sentimenti contrastanti negli elettori di Tagliacozzo: amarezza e delusione in quelli che avevano creduto in lui e che sperando in un cambio di guardia al Palazzo di città; felicità e contentezza in quelli che ne temevano il prestigio e l’autorità; stupore e incredulità infine nelle persone poco addentro alle vicende politico-amministrative. Salvatori, per sgombrare il campo da equivoci, sente il dovere di spiegare le ragioni di questa sua scelta.
«Penso di poter affermare», esordisce il docente universitario, «che la motivazione alla base del ritiro della disponibilità a guidare una lista che competesse alle prossime elezioni comunali di Tagliacozzo sia la medesima che, qualche settimana addietro, mi ha indotto ad accogliere l’invito di rendermi disponibile: l’idea di mettermi a servizio della città, della mia “patria”, in un tornante cruciale per il suo sviluppo, mosso certamente non da interesse personale, ma unicamente dalla eventualità di far fruttare qualche competenza che mi viene accreditata, attraverso il lavoro di una squadra coesa e motivata».
«È con questo spirito», prosegue Salvatori, «che ho rinunciato a candidarmi a Roma, mia città di adozione, dove avevo immaginato di dare un contributo sia pur minimo alla elezione di un sindaco che ne sapesse favorire il recupero funzionale e il prestigio. Al venir meno, dunque, delle condizioni operative prefigurate – la squadra coesa e motivata – ho voluto mantenere ferma l’idea del servizio che ho tradotto nello “sgomberare il campo”, certo che in tal modo, con la semplificazione del quadro, le forze in campo sapranno trovare soluzioni adeguate per il bene di Tagliacozzo. Ho compreso, infatti, che le dinamiche locali elaborano con difficoltà progetti e schemi operativi che esulano anche solo parzialmente dal conseguimento delle legittime aspirazioni legate agli orizzonti territoriali specifici. Vorrei profittare di questo spazio», conclude il docente, «per dare atto a quanti rappresentano l’amministrazione comunale in carica del signorile e cordiale rispetto che mi è stato riservato anche in questa circostanza e ringraziare i tanti che mi hanno manifestato la loro simpatia e testimoniato la loro stima. Auguro alla città di Tagliacozzo e alla sua gente ogni prosperità, continuando ad assicurare tutta la mia piena disponibilità a concorrevi come mi sarà possibile».
E ora che succederà? Maurizio Di Marco Testa e Vincenzo Montelisciani, artefici della fallita “operazione Salvatori”, continueranno a restare uniti o ciascuno andrà per conto proprio? E Rossella Donzelli proseguirà le trattative con Vincenzo Giovagnorio per costituire un’unica lista oppure, approfittando delle difficoltà in cui si trovano Montelisciani e Di Marco Testa, deciderà di andare alle urne con la propria lista? In tal caso “Oltre, insieme”, diverrebbe l'unica alternativa a “Prospettiva futura”, la compagine guidata dal sindaco uscente.
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