Salvatori, un piano fallito Montelisciani all’attacco

21 Agosto 2021

TAGLIACOZZO. Mentre Vincenzo Giovagnorio per chiudere la lista attende la risposta di Rossella Donzelli, prevista per martedì, la coalizione nata dall’alleanza tra “Tagliacozzo unita” e “Il paese che...

TAGLIACOZZO. Mentre Vincenzo Giovagnorio per chiudere la lista attende la risposta di Rossella Donzelli, prevista per martedì, la coalizione nata dall’alleanza tra “Tagliacozzo unita” e “Il paese che vorrei”, rimasta orfana del professor Franco Salvatori, è allo sbando. Lo stato d’animo di Vincenzo Montelisciani e di Maurizio Di Marco Testa, dopo il fallimento dell’operazione con la quale si proponevano di riprendersi una rivincita su Giovagnorio dopo la sconfitta del 2016, lo si può intuire. Ciò che importa però è sapere quali carte, superato lo scoramento, i due intenderanno giocare. Ecco le loro risposte. «Quella offerta dal professor Franco Salvatori», rileva Montelisciani, «era una grande opportunità per la nostra città, che avrebbe aperto possibilità impensabili per l’intero territorio. Abbiamo lavorato per offrire il meglio, erano già pronti degli incontri con il ministro per le Infrastrutture e il ministro per la Cultura, e altri importanti progetti erano sul tavolo. Dispiace e resta l’amaro in bocca perché il professor Salvatori avrebbe incarnato un progetto ambizioso e di alto profilo attorno a cui la città poteva unirsi. Resta l’amaro in bocca perché sulla grande generosità con la quale Salvatori si era messo a disposizione hanno prevalso alcuni banali personalismi. Ora chi non ha creduto in questo progetto e lo ha ostacolato deve dirci quale soluzione migliore ha da offrire. Dovranno fare in fretta, perché il tempo stringe. Personalmente», sottolinea ancora, «sono sereno: ho fatto il massimo per favorire un progetto alto e ambizioso per Tagliacozzo. A chi mi chiede cosa farò, rispondo che non ho mai fatto politica per me stesso, non mi interessano gli accordicchi, non cerco e non cerchiamo posti al sole. Insieme a Salvatori e alle tante persone, che ci sono sempre state vicine, con grande serenità, osserveremo cosa accadrà e valuteremo il da farsi».
Di Marco Testa, leader di “Il paese che vorrei”, per «sbollire la rabbia», confida di essersi preso 48 ore prima di rilasciare dichiarazioni. Una cosa però la dice: «Andrò avanti, con una mia lista, più determinato di prima». Gli avversari sono avvisati. Quali scenari si potrebbero ipotizzare a questo punto? Se la Donzelli deciderà di schierarsi con Giovagnorio – lo sapremo martedì – allora vi sarebbero in campo due liste. In tal caso per Di Marco Testa la partita sarebbe perduta in partenza. Se invece la Donzelli decidesse di andare alle elezioni con la propria lista, allora sia Testa che la stessa Donzelli potrebbero tentare di allearsi. Testa potrebbe rivendicare la candidatura di sindaco, in quanto si ritiene più forte. Ma alla fine ci si potrebbe accorare su una figura terza. Già si fa il nome del dottor Pietro Mercuri, medico ed ex assessore alla Sanità della giunta Rossi.
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