Salvini, bagno di folla: qui la vita mi fa un bell’effetto

Il leader lancia i referendum sulla giustizia: voglio partire da una città che rinasce Sostenitori entusiasti, ma in pochi strappano il selfie. E c’è anche chi contesta
L’AQUILA. «Mi fa un bell’effetto vedere la vita in tutta Italia, ma all’Aquila in particolare». Matteo Salvini è da poco uscito dall’hotel dove ha tenuto una videoconferenza fuori programma e pur essendo arrivato con grande anticipo rispetto all’orario stabilito per l’incontro nel gazebo ai Quattro cantoni, dove è iniziata la raccolta firme per i sei referendum sulla giustizia promossi da Lega e Radicali, si presenta in ritardo. Poco male per la folla che lo aspettava, dopo aver fatto la fila per sottoscrivere i quesiti referendari. Tutti lo acclamano a gran voce, ma in pochi riescono a superare la barriera per il classico selfie con il “capitano”, che invita i sostenitori entusiasti a non avvicinarsi troppo. «Ci tenevo ad aprire la campagna all'Aquila, perché questo referendum per me è una rinascita, una ricostruzione, una ripartenza dopo un anno e mezzo drammatico. Per questo sono all’Aquila, dove i cittadini hanno dimostrato una capacità unica in Italia di sapersi rialzare», scandisce il leader che in mattinata era stato a Pescara. Sotto il gazebo c'è un piccolo gruppo di notabili leghisti, con in testa i coordinatori regionale e provinciale, il deputato Luigi D’Eramo e Tiziano Genovesi, e il capogruppo in Comune Francesco De Santis che annuncia l’ingresso nel partito del consigliere Luciano Bontempo.
«Siamo qua per l'Abruzzo e non per i partiti», precisa il leader, «stiamo raccogliendo decine di migliaia di firme su sei referendum che faranno la rivoluzione positiva della giustizia, quello che non ha fatto la politica in trent'anni lo stanno facendo gli italiani». Tra gli argomenti toccati da Salvini nel suo intervento c’è anche la chiusura dei piccoli tribunali. «La politica dei tagli decisa dall'Italia e dall'Europa è fallita. Le chiusure dei tribunali e degli ospedali non hanno portato risparmi ma solo problemi per i cittadini e conto quindi che questo governo di salvezza nazionale da domani possa andare a riaprire il troppo che è stato chiuso. Continuiamo a mettere in sicurezza gli italiani che hanno bisogno. A settembre voglio che le scuole riaprano in sicurezza, riaprano le università, le biblioteche, si torni a vivere in maniera prudente, rispettosa e consapevole, ma si torni a vivere».
Il motivo dei sei referendum lo spiega De Santis. «Raccogliere queste firme è di vitale importanza», sottolinea il consigliere comunale, «questa non è una battaglia contro qualcuno, è una battaglia per avere finalmente una giustizia che sia equa, libera da intromissioni esterne. Questo è il motivo per il quale qui oggi c'è tanta gente». C'è stata anche la protesta solitaria di Bruno Mandolini, uno degli animatori del movimento delle “carriole” del dopo sisma, ma viene subito allontanato dalle forze dell'ordine. (g.d.m.- r.p.)
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