Salvini: caserma Rossi per i vigili del fuoco

7 Febbraio 2019

Affollato incontro elettorale del leader della Lega: con dirigenti e sindacati abbiamo deciso che è la migliore soluzione

L’AQUILA. «La caserma dei vigili del fuoco dell’Aquila sarà ricostruita al posto della caserma Rossi».
Lo ha detto ieri sera il vicepremier Matteo Salvini, nel corso di un affollato incontro elettorale nella sala del ristorante Villa Giulia. «E per farla non ci metteremo 10 anni». Salvini, infatti, prima dell’incontro elettorale, aveva fatto visita al comando di via Pescara.
«Ho incontrato i dirigenti, i vigili del fuoco e i sindacati. Abbiamo parlato di un progetto fermo da anni e che solo la settimana scorsa è riuscito a partire. Un progetto nato già vecchio. Per questo, seduti tutti insieme attorno a un tavolo, abbiamo individuato la caserma Rossi come nuova sede».
Nell’area della Rossi c’è anche una parte destinata al polo scolastico. «Mi aspetto che il 10 febbraio tanti abruzzesi scelgano il nuovo, il cambiamento, il futuro, la sicurezza, il lavoro, più strade, più scuole, più ospedali», ha detto Salvini, arrivato all’Aquila un mese dopo la visita alla Fiera dell’Epifania, sortita in cui era stato contestato da alcuni attivisti dei Comitati in una serata che era sfociata anche in una scaramuccia tra il sindaco Pierluigi Biondi e alcuni contestatori. Ieri sera per Salvini non c’è invece stata traccia di contestazione, solo applausi e strette di mano e gli immancabili selfie. Accanto al vicepremier e ministro dell’Interno c’erano il coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma e l’onorevole Luigi D’Eramo, oltre ai candidati aquilani della Lega, Emanuele Imprudente e Tiziana Del Beato.
Arrivato accompagnato dalle note di “Nessun dorma” dalla Turandot di Giacomo Puccini. Un’opera non casuale, perché anche Salvini, come Calaf, il Principe ignoto di Puccini, vuole conquistare l’amore della principessa di ghiaccio. «Dall’Aquila a Chieti, da Teramo a Pescara, una marea di gente, al freddo, sotto la neve», ha detto infatti Salvini, «nelle piazze, tanta voglia di concretezza: sono orgoglioso del fatto che una terra fiera come l’Abruzzo veda nella Lega il suo futuro». Nessuna divisa, solo un giubbotto giallo e nero per il vicepremier. «C’è qualcuno che si arrabbia se metto una divisa. Ho chiesto scusa ai vigili del fuoco, perché stasera mi sono vestito da uomo normale».
«Manderemo a casa quelli del Pd, che così male hanno governato questa regione», aveva detto Bellachioma prima dell’intervento di Salvini, che da parte sua ha affrontato tutti gli argomenti sul tappeto nella politica locale e nazionale. Dalla Tav e il duello con Di Maio («curioso che i francesi a Parigi conoscano il risultato dello studio del rapporto costi-benefìci, mentre io che sto a Roma no. Quando l’avrò lo commenterò. Io so solo che ho fatto 7 chilometri sottoterra. Per me contano i numeri»). Sull’altro cavallo di battaglia della Lega, i migranti, Salvini ha dato alcuni numeri. «Lo scorso anno in questo periodo erano sbarcati 5.000 migranti. Con la Lega al governo solo 202 e 500 i rimpatri».
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