Salvini, malumori anche tra i vigili del fuoco
Vicepremier in città per la fiera. Conapo: «Noi senza caserma da 10 anni aspettavamo una sua visita»
L’AQUILA. Dopo Coalizione sociale, Rifondazione comunista, Sinistra italiana, movimento giovanile della sinistra, la visita di Matteo Salvini all’Aquila suscita malumori anche tra i vigili del fuoco. Il vicepremier è annunciato per oggi alle 19 alla Villa comunale per un incontro pubblico, «dopo una passeggiata in centro tra le bancarelle».
CONAPO. Tuttavia, il sindacato autonomo Conapo stuzzica il leader leghista. «Vista l’odissea della non ricostruzione della caserma dei vigili del fuoco, di per sé paradossale e perfino offensiva nei loro stessi confronti, ci saremmo aspettati che il ministro avesse inserito nel programma della sua visita politico-istituzionale in città un incontro con i pompieri aquilani. Anche solo per cinque minuti, anche di notte se necessario, per fare sentire loro la vicinanza dello Stato che in questi lunghi anni li ha completamente abbandonati». Così si esprime Ermanno Pitone, segretario provinciale del Conapo, che all’Aquila rappresenta circa il 60% del personale. «La sede dei vigili del fuoco dell’Aquila», ricorda Pitone, «è stata gravemente danneggiata dal terremoto e successivamente noi stessi la demolimmo, assicurando peraltro un consistente risparmio economico alle casse dello Stato. Dopo anni di attesa una prima gara di appalto fu annullata per irregolarità e dopo ulteriori estenuanti anni i lavori sono stati finalmente affidati anche se, com’è evidente, tutto è desolatamente fermo e i lavori non partono. A dieci anni dal terremoto, tra i corpi dello Stato siamo gli unici a non avere ancora ricostruita la sede di servizio. A dispetto degli elogi e complimenti che da sempre la politica ci tributa, unitamente a pacche sulle spalle e medaglie che sono le benvenute ma purtroppo non utili a pagare al supermercato o le bollette. «Sono anni ormai», aggiunge il segretario del Conapo, «che denunciamo l’assoluta inutilità dell’opera pubblica che stanno per ricostruire, rappresentata da quella che dovrebbe essere la nostra nuova sede di servizio, ma che in realtà nulla di più e di nuovo andrà a dare al personale operativo, quello in divisa che rischia la vita, in termini di spazi ed efficienza. Avremo uffici nuovi di zecca, ma i vigili del fuoco dell’Aquila resteranno confinati nella porzione di sede scampata al sisma di dieci anni fa che già oggi li ospita, del tutto inadeguata ed essa stessa da riqualificare profondamente. Per questi motivi abbiamo denunciato ripetutamente e in ogni sede la necessità di rilocalizzare la sede di servizio in un sito certamente più idoneo al contesto urbano e rispondente alle necessità operative dei vigili dei fuoco, quale può essere quello della caserma Rossi, ex sede degli alpini. Anche questo avremmo voluto dire a Salvini».
LA SINISTRA. «Solo il ministro dell’insicurezza poteva scegliere di venire a fare propaganda all’Aquila il giorno della Fiera dell’Epifania, data simbolica per tutta la città che rappresenta la forza di una comunità, espressione di identità, coesione e socialità, soprattutto dopo il sisma». Lo sostiene Pierluigi Iannarelli (Sinistra italiana). «Ci vuole arroganza e un bel po’ di strafottenza nel trasformare un evento gioioso, inclusivo e partecipativo, in una mera manifestazione elettorale di parte, divisiva e fomentatrice di tensione». Per il movimento giovanile della sinistra «Salvini non è il benvenuto in questa città e noi lo contesteremo in tutte le forme pacifiche e democratiche». Voce fuori dal coro quella di Lelio De Santis (Idv) che dà il benvenuto a Salvini, ma si attende «risposte e non selfie».
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