San Benedetto in Perillis in festa Riapre la chiesa dopo il restauro

La piccola comunità dell’Aquilano ritrova la parrocchiale dedicata al santo patrono del paese Zalabra (Segretariato beni culturali): «Segno concreto di rinascita». Rinforzata la vela campanaria
SAN BENEDETTO IN PERILLIS. Dopo il restauro riapre l’antica chiesa di San Benedetto Abate a San Benedetto in Perillis. Lo rende noto il Segretariato regionale per i Beni culturali. La chiesa sarà presto riconsegnata alla parrocchia e alla collettività.
il restauro
Il Segretario regionale Federica Zalabra afferma che «la fine di un percorso di restauro è sempre una grande soddisfazione: lo è maggiormente quando si può restituire a una comunità uno dei luoghi nevralgici della vita quotidiana, uno dei punti di riferimento per un paese. Il completamento dei lavori a San Benedetto Abate è un segno concreto di rinascita. E per questo ringrazio sentitamente tutto il gruppo di lavoro, guidato dall’architetto Valerio Piovanello, e l’amministrazione comunale che, nelle varie articolazioni che si sono avvicendate negli anni, ha attivamente collaborato all’organizzazione e alla buona riuscita dell’intervento». Di proprietà della parrocchia di San Benedetto (parroco don Eugenio Zuech), il restauro della chiesa, si legge in una nota del Segretariato, «è stato costantemente condiviso con monsignor Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva e dall’ufficio diocesano Beni culturali, diretto in precedenza da don Oliviero Liberatore e attualmente da Pietro Conforti. Il vescovo Fusco ha espresso «un sentito apprezzamento e soddisfazione per l’ottimo lavoro sin qui svolto da parte del Segretariato, dell’intero staff tecnico, dell’impresa Cogea dell’Aquila e da tutte le maestranze coinvolte nelle varie lavorazioni architettoniche e artistiche per rendere agibile un bene di così estremo interesse». «L’intervento», scrivono dal Segretariato, «è stato condotto nell’ottica più moderna del restauro critico, cercando di non alterare il sistema costruttivo esistente e aiutarlo mediante dispositivi di rinforzo di tipo prevalentemente tradizionale: sono state effettuate iniezioni di miscele leganti nelle murature, riparate le lesioni diffuse sulle pareti mediante cuci-scuci con stesso materiale, smontato il manto di copertura e verificata la strutture lignea esistente; si è cercato di chiudere la scatola muraria in sommità mediante l’inserimento di porzioni di cordolo metallico, ancorato al cordolo esistente in cemento armato, rinforzate tutte le capriate lignee e verificati gli appoggi, ricomposto il manto di copertura con doppio tavolato, strati impermeabilizzanti e coppi di recupero, rinforzata la vela campanaria mediante il posizionamento di una struttura metallica a vista, ma poco invasiva, ancorate le pareti in fase di ribaltamento mediante poche, ma efficaci, cuciture armate e infine ristabilita la consistenza delle colonne e dei pilastri interni mediante iniezioni nel nucleo murario e cerchiature a vista nel rispetto degli elementi decorativi presenti (capitelli, basi e cicli pittorici). L’opportunità di utilizzare alcune economie relative allo stesso intervento è stata sfruttata appieno mediante la realizzazione di alcune lavorazioni aggiuntive quali la pulitura ed il restauro di tutto il paramento lapideo esterno, il restauro accurato delle capriate lignee e la pulitura dei quattro portoni lignei d’ingresso».
SECONDO LOTTO
Rimangono da effettuare – con un secondo lotto d’intervento – i restauri degli apparati decorativi (i pregevoli cicli pittorici, gli elementi lapidei scolpiti sia interni che esterni), le tinteggiature interne, il rifacimento della pavimentazione e le opere impiantistiche; ma finalmente San Benedetto Abate, antichissima chiesa che domina il borgo, torna ad aprire le sue porte per i cittadini e i fedeli. Il primo lotto, finanziato con i fondi della Delibera Cipe 77 del 2015 per 800.000 euro, è stato funzionale proprio alla riapertura del monumento e ha riguardato per la maggior parte la riparazione dei danni del sisma.

