San Cesidio, reliquie accolte nella basilica di San Bernardino

Cerimonia il 1° ottobre con la messa del cardinale Petrocchi Il martire dell’Eucarestia partì da Fossa e fu arso vivo in Cina
L’AQUILA. La basilica di San Bernardino accoglie le reliquie di San Cesidio da Fossa (sacerdote e martire dell’Eucarestia, 30 agosto 1873-4 luglio 1900, al secolo Angelo Giacomantonio) nel ventesimo anniversario della sua canonizzazione da parte di Giovanni Paolo II. La cerimonia è prevista nella basilica, giovedì primo ottobre, a partire dalle 17.15. Le reliquie del Santo saranno poste nella cappella della Sacra Famiglia dove sarà posizionata anche una tela raffigurante il martirio di San Cesidio opera dell’artista Gigino Falconi.
IL PROGRAMMA. Il programma prevede una parte introduttiva (ore 17.15) e poi la Santa Messa (ore 18.30). Padre Daniele Di Sipio, rettore della basilica di San Bernardino, darà il benvenuto agli ospiti tra cui il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e quello di Fossa, Fabrizio Boccabella. Padre Massimo Fusarelli, ministro provinciale dei Frati Minori di San Bonaventura, parlerà della “figura e della santità di San Cesidio”. Ci sarà poi un breve intervento del maestro Gigino Falconi. Alle 18.30 concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Alle 19.30 deposizione delle reliquie di San Cesidio nella cappella della Sacra Famiglia, preghiera a San Cesidio e benedizione.
CHI ERA. Nella biografia del Santo si legge: “Il protomartire della Cina di quel disastroso periodo di persecuzione del 1900, Cesidio Giacomantonio, nacque il 30 agosto 1873 da Giovanni e Maria Loreta Antonucci a Fossa. A 15 anni chiese e ottenne di entrare come postulante nel convento francescano di San Giuliano all’Aquila; la vestizione del saio avvenne il 21 novembre 1891, cambiando il nome di Angelo in Cesidio. Fu assegnato al convento di Capestrano, ma ci rimase poco, perché già nel 1898 padre Cesidio fu chiamato a Roma, dal padre Luigi Laner benemerito promotore del movimento missionario nell’Ordine Francescano, nel Collegio internazionale di Sant’Antonio, in via Merulana, come candidato alle missioni estere. Nelle vacanze del 1899 ritornò in Abruzzo dove incontrò un missionario veterano della Cina, padre Luigi Sondini, venuto in Italia dopo 32 anni di lavoro per ripartire con nuovi aiuti di volenterosi confratelli. Fu un incontro determinante per padre Cesidio, che, lasciato in tutta fretta l’Abruzzo, ritornò a Roma dove si stava organizzando la partenza per l’ottobre di quel 1899; il 18 ottobre, insieme ad altri due missionari guidati da padre Luigi Sondini, partirono da Roma diretti a Marsiglia dove s’imbarcarono per la Cina il 22 ottobre. Arrivarono alla meta, dopo un viaggio durato in tutto 4 mesi e sei giorni, accolti a Heng-Tciou-Fu dal vicario apostolico dell’Hu-nan, dai missionari e dai fedeli cinesi. Cesidio vi restò un paio di mesi. Il 3 luglio si mosse da Tong-Siang per recarsi come al solito alla sede del vicariato a Hoang-Scia-Wuan, per incontrare il suo direttore spirituale padre Quirino. I fedeli del villaggio e un prete cinese incontrato poi, lo esortavano a non andare, viste le voci allarmanti della persecuzione in atto da parte del gruppo dei Boxer, ma Cesidio non diede loro retta. Verso mezzogiorno del 4 luglio cominciarono gli assalti alla Missione. Padre Cesidio ebbe solo il tempo di salire al piano superiore e chiudersi in una stanza, mentre fuori si gridava “Morte agli europei!”. Cesidio, vedendo che non poteva scappare, rientrò in casa e tentò di salvarsi per una porta secondaria che purtroppo trovò chiusa; una testimonianza di una cinese cristiana dice che il missionario, temendo che l’Eucaristia venisse profanata, andò in Cappella a consumare le particole consacrate. Fu aggredito mortalmente a colpi di lancia e di bastoni e mentre, agonizzante, respirava ancora, fu avvolto in un panno imbevuto di petrolio e dato alle fiamme”. Le reliquie di San Cesidio erano conservate nel convento di Sant’Angelo d’Ocre, con quelle di altri Beati. Il convento è stato danneggiato dal sisma ed è in attesa di ristrutturazione.
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