San Franco nel volume della prof Di Carlo

12 Agosto 2020

L’AQUILA. Per il consueto pellegrinaggio alla sorgente di San Franco di Assergi prevista domani, è appena stato pubblicato da SpazioArte-Abruzzo Az 60 l’ultimo lavoro della docente di Storia della...

L’AQUILA. Per il consueto pellegrinaggio alla sorgente di San Franco di Assergi prevista domani, è appena stato pubblicato da SpazioArte-Abruzzo Az 60 l’ultimo lavoro della docente di Storia della Chiesa dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila, la professoressa Stefania Di Carlo.
Il libro porta un titolo emblematico: “I santi che svettano sul Gran Sasso e sul Monte Circolo. Dagli eremiti Franco di Assergi e Placido di Roio a Karol Wojtyla”, e si apre con la prefazione di padre Rocco Ronzani, Osa della Pontificia Università Lateranense e dell’Istituto Patristico Augustinianum, nonché con un breve ricordo da parte dell’ex preside del Liceo classico di Atri, il professor Emilio Marcone, del professor Ilio Di Iorio, autore delle traduzioni latine dei manoscritti.
«Franco d’Assergi è il santo che svetta sui due versanti del Gran Sasso, amato, nell’Aquilano, a Assergi, Roio, Arischia, Ortolano, nel Teramano, a Forca di Valle e Schiavano. Secondo la Vita del XIII secolo, trascritta da Nicola Tomei nel 1742 da un manoscritto andato perduto, Franco è già “santo”, prima dell’iter della canonizzazione, come del resto – nel medesimo manoscritto – viene detto, incredibilmente, di San Pietro Celestino», afferma la professoressa Di Carlo. Segno che i monaci davano per scontata la santità di costui prima della dichiarazione ufficiale della Chiesa e che avessero feste diverse da quelle dei preti. Dopo la datazione e l’indicazione sull’autore della vita (opera di un chierico piuttosto ignorante e lontano dalla “cronaca del tempo”), Stefania Di Carlo segnala di Franco i natali a Roio, l’estrazione sociale, l’educazione, il passaggio da pastore a monaco nell’abbazia lucolana e equiziana di Collimento, il rifiuto della carica di abate, il sacerdozio, l’eremitaggio a Civita Monovile, il primo miracolo, l’incontro di Franco con i lupi e la seconda dimora alle Cafasse con ulteriore miracolo alla sorgente del Vasto, la morte.