San Giovanni Paolo II e lo storico abbraccio in quel 30 agosto 1980

10 Agosto 2022

Fu la prima volta di un pontefice in città nell’era moderna: celebrò il sesto centenario della nascita di San Bernardino 

L’AQUILA. Nel 1980 la “moderna” Perdonanza era ancora in gestazione. Il fuoco del Morrone già illuminava i borghi toccati da Celestino V nel suo viaggio dall’eremo alla basilica di Collemaggio ma ci vollero ancora tre anni – grazie anche alla lungimiranza dell’allora sindaco Tullio De Rubeis, del professor Alessandro Clementi e di Errico Centofanti – per l’avvio della festa del Perdono oggi patrimonio immateriale dell’Umanità. Il 30 agosto del 1980, 42 anni fa, L’Aquila ebbe l’onore di essere visitata da un Santo, anche se allora era “solo” papa Giovanni Paolo II. Fu la prima visita ufficiale, in epoca moderna, di un Papa all’Aquila. La terza sarà quella di Francesco. La seconda, quella di Benedetto XVI, è legata al terremoto e, chiaramente, non era stata programmata.
LA VISITA
Quel 30 agosto del 1980 Giovanni Paolo II dopo essersi fermato al cantiere della Cogefar sul Gran Sasso, dove si stava costruendo la galleria, arrivò all’Aquila dove fece più tappe: prima al santuario di Roio per incontrare i giovani, nel primo pomeriggio allo stadio Fattori per incontrare i bambini, poi visita alla basilica di San Bernardino e alla cattedrale e infine messa davanti alla basilica di Collemaggio e la preghiera davanti al mausoleo di Celestino V. Il Papa arrivò all’Aquila per celebrare il sesto centenario della nascita di San Bernardino.
SANTUARIO DI ROIO
La tappa al santuario di Roio per l’incontro con i giovani fu molto coinvolgente. Abbracciò i bimbi e si rivolse con affetto ai ragazzi. Il sacerdote Elio Antonucci nel volume “Roio e il suo santuario” così ricorda quel giorno: «L’evento più memorabile che ha onorato la Madonna ed esaltato il popolo di Roio è stata la visita al nostro santuario del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione dell’anno centenario Bernardiniano. Il 30 agosto rimarrà indelebile nei cuori dei roiani e sacro negli annali del Santuario. Nel vasto piazzale antistante il santuario, il Papa s’incontrò con diverse migliaia di giovani, convenuti dai più remoti paesi dell’Abruzzo e del Molise. Accolto dai canti dei ragazzi e dal loro entusiasmo, il Papa si disse felice di essere in mezzo a loro e li esortò a vivere la loro giovinezza nell’impegno costante della coerenza cristiana». A ricordo di tale avvenimento il parroco fece affiggere una lapide all’interno del santuario che recita così: «In questo santuario il 30 agosto 1980 sua santità Giovanni Paolo II chiudendo l’anno centenario bernardiniano affidava alla gioventù dell’Abruzzo e del Molise il messaggio della fede e della coerenza cristiana e invocava sul mondo la vigile protezione della Madre di Dio».
STADIO FATTORI
Nel primo pomeriggio il Papa incontrò i fedeli allo stadio Fattori. Così raccontò quel momento L’Osservatore romano: «Un palloncino celeste si alzava lentamente in volo. Spinto dal gioco del vento, sfiorava l’elicottero bianco del Papa, poi proseguiva la sua ascesa verso l’alto, seguito da decine di altri palloncini lasciati andare dai bambini. Erano da poco passate le 14 e la bianca figura di Giovanni Paolo II era al centro di una manifestazione semplice, prevista della durata di pochi minuti, ma molto significativa. Lo stadio dell’Aquila era infatti interamente occupato da migliaia di bambini accompagnati dai loro genitori. La città si è aperta al Papa con il suo volto più genuino, quello dell’infanzia, quello della famiglia. Giovanni Paolo II ha percorso il perimetro dello stadio comunale cercando in quella manifestazione di gioia spontanea il volto della comunità e attraverso di esso quelle radici di fede che erano motivo della sua visita in occasione del sesto centenario della nascita di San Bernardino. Il Papa ha sostato pochi attimi di fronte a un piccolo cancello, ha ricevuto in dono un’immagine della Madonna di Fatima, ha preso tra le braccia un piccolo, ha atteso un giovane padre che gli porgeva un neonato, l’ha accarezzato, poi via, lo sguardo verso quei 4mila volti dai quali si levava un lungo, accorato, entusiastico applauso e saluto, accompagnato dallo sventolio di migliaia di fazzoletti bianchi».
SAN BERNARDINO
A San Bernardino rivolto alle autorità locali ( il sindaco era Tullio de Rubeis) il Papa disse: «Sorvolando questo centro geografico d’Italia, ho potuto osservare con piacere come essa sia magnificamente circondata da una parte dagli aspri massicci del Terminillo e del Gran Sasso e dall’altra dalle fluenti catene del Velino e del Sirente: luoghi meravigliosi che le conferiscono tanta attrattiva e suggestione. So che già fin dal primo annunzio di questa mia visita, tutti gli aquilani, per quell’innato senso dell’ospitalità, che tanto caratterizza il popolo abruzzese, al quale si applica giustamente il detto di “forte e gentile”, si sono dati generosa premura, non senza sacrifici personali, per assicurare una preparazione minuziosa e un esito felice a questo mio pellegrinaggio per venerare le spoglie mortali di San Bernardino, custodite nell’omonima Chiesa della città, che si gloria di riconoscerlo come celeste compatrono. E oggi posso vedere di persona come la magnifica e festosa accoglienza, che mi si riserva, corrisponda in pieno alle tradizionali abitudini di cortesia e di gentilezza delle antiche genti d'Abruzzo, quali mi sono state descritte. Anche per tutto questo esprimo il mio compiacimento e la mia gratitudine».