San Giuliano, ci sono i fondi per il museo di Scienze naturali

2 Marzo 2021

Due anni di lavori e un milione di euro per la struttura che i frati minori hanno messo a disposizione della città

L’AQUILA. Un milione per recuperare il museo di Scienze naturali e umane di San Giuliano. Il contributo massimo ammissibile, che l’Ufficio speciale per la ricostruzione ha determinato da qualche giorno e che dovrebbe andare in pubblicazione sul sito del Comune, permetterà di restituire alla città la preziosa esposizione nata nel 1930 come raccolta privata dei religiosi dell’ordine dei Frati minori e ampliata con il tempo. Entro quattro mesi dalla pubblicazione del contributo sarà consegnato il progetto esecutivo, in modo da poter dare il via ai lavori che avranno una durata di circa due anni. Ad assicurarlo il funzionario dell’Usra, l’architetto Marco Marrocco, che spiega: «L’ufficio ha emesso il provvedimento propedeutico alla realizzazione del progetto esecutivo e quindi alla riparazione dell’immobile. Il museo doveva essere recuperato contestualmente al convento, tra il 2010 e il 2012. Per varie vicissitudini di capienza economica, si è deciso di dare subito riscontro al convento e alla parte che ospitava i frati. In prima battuta è stato stralciato il museo di scienze naturali, poiché è un immobile sottoposto a vincolo e quindi ha un finanziamento a prescindere dalla titolarità al contributo per via dell’interesse culturale».
I FONDI. Per la riparazione dell’immobile e l’allestimento museale il contributo è di poco inferiore al milione, una cifra che arriva a circa 1.200.000 euro con le altre spese.
I TEMPI. «Dalla pubblicazione del finanziamento i tecnici devono produrre il progetto esecutivo entro 90/120 giorni. Il progetto in realtà era già stato approfondito precedentemente, per cui speriamo che questa tempistica possa essere abbreviata», continua Marrocco. «Poi ci vorrà il tempo tecnico dell’istruttoria, che in questi casi si aggira intorno ai 20 giorni, e inizierà il cantiere. La ricostruzione dovrebbe essere completata in poco meno di due anni, circa 550 giorni di cantiere».
NUOVI PEZZI. Quello sul museo di San Giuliano (300 metri quadrati) è un intervento conservativo. «Il lavoro maggiore sarà fatto sulle strutture per renderle più sicure e adatte a una funzione museale, in base alle nuove normative sui beni storico-artistici», afferma l’architetto. «Il catalogo è già pronto e la Soprintendenza si è adoperata per fornire altri pezzi alle collezioni esposte nel 2009». I nuovi reperti saranno aggiunti a quelli già presenti nelle cinque sezioni: etnologico-artistica, biologica, mineralogica, paleontologica e archeologica. Un lavoro particolare richiederanno le due tombe della necropoli di Fossa (II-I millennio a.C.), ricostruite all’interno del museo. «Ci sarà bisogno di molte professionalità per trovare le soluzioni migliore sia a livello di conservazione», continua Marrocco, «che di sicurezza dell’edificio, aperto costantemente al flusso dei visitatori». DANNI. Il museo ha avuto numerosi danni, ma non ci sono stati crolli «anche perché la sovrastruttura è recente, degli anni 90», spiega l’architetto. «Ci sono però criticità da risolvere e presìdi da mettere in campo per aumentare la sicurezza».
IL CONVENTINO. Durante il restauro si cercherà di recuperare quanto resta del conventino: la zona più antica del complesso di San Giuliano, risalente al 1400. «Il piano interrato del museo è stato realizzato nelle vecchie stalle del conventino», conclude Marrocco. «È ancora possibile vedere l’antico ingresso dell’originario convento: ci sono cardini in pietra che si ritiene possano appartenere al vecchio ingresso del conventino, quando ancora non esisteva quello ottocentesco».
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