San Gregorio, no agli sgomberi delle case
L’architetto Perrotti guida la protesta contro l’abbattimento e ricostruzione: «Piano inutile e costoso»
L’AQUILA. Antonio Perrotti del coordinamento Erp (edilizia residenziale pubblica) denuncia «il permanere di una certa incertezza sulla reale disponibilità dei 35 milioni già deliberati dal Cipe nel 2017 – per non parlare del fatto che ancora non arrivano i 5 milioni del 2016 – relativi alla ricostruzione delle case Ater e di quelle comunali».
«Nutriamo, quindi», prosegue Perrotti, «ancora maggiori preoccupazioni sugli ulteriori 45 milioni di euro necessari al completamento del cronoprogramma. In tale quadro va denunciato l’atteggiamento elusivo ed equivoco che hanno avuto sui canoni sociali rispettivamente la Regione Abruzzo, che aveva promesso un particolare impegno per recuperare al cratere aquilano l’applicazione dei canoni ridotti di cui alla legge regionale 96/96 e che subdolamente è venuta a prescrivere l’applicazione dei canoni sulla base del reddito Isee, e l’attuale amministrazione comunale che prima aveva simpatizzato con la nostra vertenza e oggi, invece, rifiuta l’applicazione dei canoni ridotti per non creare sperequazioni con gli affittuari del Piano Case. Chiediamo, quindi», aggiunge Perrotti, «l’immediata messa a disposizione dei 35 milioni di euro per concretizzare entro l’anno tutti gli appalti, una parallela richiesta degli ulteriori 45 milioni necessari per il completamento del programma da mettere in cantiere entro il 2019, una modifica alla legge regionale in modo che fino al termine della ricostruzione siano applicati i canoni sociali».
Sempre Perrotti, in occasione di una conferenza stampa che si è svolta ieri mattina a San Gregorio, ha ribadito la contrarietà all’evacuazione degli alloggi comunali che si trovano nella frazione aquilana, evacuazione preliminare all’abbattimento e alla ricostruzione degli stessi in base a un progetto del valore di 13 milioni di euro.
Secondo Perrotti, infatti, la decisione del Comune ignora «la reale situazione statica delle abitazioni e non tiene conto dei recenti lavori fatti dagli inquilini a proprie spese sulle tamponature dei garage. Siamo di fronte», ha sostenuto, «all’ennesimo tentativo di concretizzare il trasferimento forzato di cittadini sgraditi per un mega appalto di circa 13 milioni con tempi di realizzazione che vanno dai 5 agli 8 anni. Anche l’attuale sindaco Pierluigi Biondi si è lasciato affascinare dall’operazione lunga, inutile e costosa nata da una superficiale relazione degli uffici comunali – e non da un progetto esecutivo – con promessa di finanziamento. Abbiamo perciò avviato contatti con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli per verificare la rispondenza dello pseudo-progetto ai requisiti del bando, la congruenza del finanziamento alle reali esigenze e quindi concertare un ridimensionamento dello stesso in termini di costi, tempi e adesione sociale», ha affermato in conclusione Perrotti. (g.p.)
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