San Gregorio, rivolta per il passaggio a livello

2 Giugno 2019

Nuova assemblea dopo la chiusura che allunga il percorso per raggiungere numerosi terreni agricoli

SAN GREGORIO. Dopo la chiusura del passaggio a livello da cui si accedeva dal paese alla “via del Mulino” e quindi a una vasta area coltivata, gli abitanti di San Gregorio non intendono arrendersi.
«È probabile che già la prossima settimana ci sarà una nuova assemblea per stilare un documento di protesta nei confronti di ferrovie e Comune che hanno alzato un “muro” dove prima c'erano le sbarre senza tener conto delle esigenze di chi deve recarsi sui propri terreni», dice Massimiliano Pieri, portavoce degli abitanti. Tra l'altro a San Gregorio è stata realizzata una stazione ferroviaria (che dovrebbe servire la cosiddetta metro di superficie San Demetrio-Sassa di cui però si è parlato molto, ma si è visto poco) di fatto inutilizzata. «Hanno chiuso una cosa utile, il passaggio a livello», sottolinea Pieri, «per farne una inutile, la stazione». Ora, per andare in via del Mulino, a San Gregorio hanno due alternative: la prima è arrivare a Onna, infilarsi nel sottopasso ferroviario e attraverso via Properzi arrivare all’imbocco “onnese” di via del Mulino. Si tratta di fare almeno 4-5 km in più rispetto a prima con tutti i rischi che comporta passare coi mezzi agricoli sulla statale 17. L’altra possibilità è risalire verso San Demetrio, superare un passaggio a livello (ancora aperto ma non si sa per quanto) e fare poi un lungo giro. «La sostituzione dei passaggi a livello con opere alternative è una scelta concordata con gli enti territoriali interessati, amministrazioni comunali e provinciali», scrivono le Ferrovie sul sito Internet. «Rfi ha sottoscritto accordi e convenzioni con enti locali titolari dei diritti di attraversamento per il contributo, anche finanziario, nella realizzazione delle opere». Le Ferrovie (Rfi) affermano, in sostanza, che tutte le scelte sono state concordate col Comune il quale evidentemente non ha ritenuto di dover consultare la popolazione per progettare una viabilità alternativa che riducesse al minimo i disagi. (g.p.)