San Marco, 4 milioni e mezzo per canonica e parti comuni

Sarà poi la Soprintendenza, prevedendo per l’intervento circa 6 milioni di euro, a consolidare la parte restante della chiesa e a restaurare gli apparati decorativi
L’AQUILA. È stato pubblicato ieri mattina sull’albo pretorio del Comune (consultabile on line) il 53esimo elenco dei contributi per il finanziamento della ricostruzione privata. L’importo complessivo è di circa 50 milioni di euro. Spulciando nell’elenco, in particolare nell’allegato 2 dove ci sono le pratiche che non hanno ancora titolo edilizio, spunta una buona notizia. All’inizio del 2021 potrebbero partire i lavori nella chiesa di San Marco in piazza della Repubblica. Va precisata, però, subito una cosa: i fondi della ricostruzione privata non vanno a finanziare le chiese anche se non è stato sempre così. Infatti, la legge è cambiata in corsa (nel 2013) anche su pressione degli enti locali, il Comune in particolare. La ricostruzione, ristrutturazione e restauro degli edifici sacri è competenza della Soprintendenza.
Nel caso di San Marco, però, c’è una situazione ibrida: c’è la canonica, ci sono parti private e soprattutto ci sono le parti comuni. Dopo un iter lungo e travagliato si è giunti a una “intesa” per cui il Comune con i fondi della ricostruzione privata finanzia canonica e parti comuni e la Soprintendenza il resto della chiesa. Quello che è comparso ieri mattina sul 53esimo elenco è la parte che spetta come ricostruzione privata e sono in tutto circa 4,5 milioni di euro. Con questi soldi verranno ristrutturate la canonica e le parti comuni, il che significa che gli interventi strutturali riguarderanno anche l’abside della chiesa e il transetto. Il resto lo farà la Soprintendenza che ha previsto di spendere circa 6 milioni di euro per consolidare la parte rimanente della chiesa e restaurare gli apparati decorativi.
La notizia è positiva non solo perché finalmente si avvia il recupero di un edificio sacro nel cuore del centro storico (il parroco è don Daniele Pinton) ma soprattutto perché con i lavori sarà messa in sicurezza un’ampia area intorno dove ci sono palazzi già ristrutturati ma che non sono ancora abitabili proprio per il cosiddetto rischio esterno. Si tratta di decine di famiglie che attendono di poter rientrare a casa loro. L’avvio del cantiere non dovrebbe tardare molto anche se ufficialmente manca ancora il titolo edilizio che però è in itinere. La speranza è che anche la Soprintendenza possa pubblicare al più presto la gara d’appalto per la sua parte in modo da procedere in sintonia.
La chiesa di San Marco è stata edificata tra il XIII e il XIV secolo, nel tempo ha avuto dei rifacimenti e nel 1902 è stata dichiarata monumento nazionale. Nel 53esimo elenco, per quanto riguarda il centro storico c’è anche un palazzo importante tra piazzetta del Cardinale e via Agnifili che ha ottenuto un finanziamento di 6 milioni di euro. Nell’allegato 2 (che è quello più corposo e infatti ammonta a 43 milioni di euro) ci sono parecchie pratiche delle frazioni , Paganica in particolare. Ad Assergi un aggregato è stato finanziato con oltre 4 milioni di euro. L’allegato 1 (pratiche con contributo definitivo) che contiene finanziamenti per un totale di 6 milioni, è quasi tutto riservato alle frazioni. Si tratta di “piccole” cifre con diverse rettifiche. Sull’albo pretorio sono stati pubblicati pure altri avvisi uno dei quali si riferisce ad “accrediti definitivi, integrazioni e rettifiche”, un altro è per la “comunicazione del contributo massimo concedibile” e un terzo con l’elenco delle pratiche estratte per i controlli a campione. Il Comune in riferimento al 53esimo elenco sottolinea pure che «l’acquisto delle abitazioni equivalenti in sostituzione della principale distrutta è consentito solo all’interno del Comune dell’Aquila». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

