San Raffaele, Regione diffidata sul budget

30 Gennaio 2019

Il Tribunale per i diritti del malato in campo a difesa della struttura che ha annunciato 14 licenziamenti

SULMONA. Il caso del San Raffaele finisce in una diffida inviata alla Regione da parte del Tribunale per i diritti del malato. Il Tdm, infatti, stigmatizza la riduzione del budget assegnato alla clinica privata, che si è vista costretta ad annunciare nei giorni scorsi il licenziamento di 14 dipendenti su 92. Per questo Catia Puglielli, coordinatrice del Tdm, ha deciso di interpellare direttamente la Regione sulla vertenza, l’ennesima in Valle Peligna. «Il San Raffaele è un’eccellenza che garantisce trattamenti importanti nell’ambito della riabilitazione», interviene la Puglielli, «la Regione non ha mai ampliato il budget per consentire di avere maggiori posti letto e le prestazioni sono state garantite dalla proprietà. Quello che sta succedendo va in contrasto con il Piano sanitario regionale che si era posto l’obiettivo di potenziare l’assistenza domiciliare con la telemedicina». Il Tdm ha quindi inviato una lettera-diffida all’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, perché «lasci nel dimenticatoio le motivazioni per le quali il budget non è stato aumentato. La sanità è anche riabilitazione». Il San Raffaele rappresenta un punto di riferimento per le cure dei problemi spinali per tutto il centro sud Italia. Nella struttura vengono curate persone che riportano gravi problemi in seguito ad incidenti o che hanno disabilità motorie invalidanti. La casa di cura fa parte del gruppo San Raffaele Spa, azienda leader nel campo della riabilitazione e punto di riferimento nella ricerca e nel panorama della sanità nazionale. Ha 101 posti letto, di cui 55 in regime di ricovero per i casi più complessi, altri in day hospital. I pazienti ricoverati possono contare su di una serie di servizi assistenziali, come il laboratorio analisi, la diagnostica per immagini e l’idrokinesiterapia. (f.p.)
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