San Raffaele, scontro sulle misure di tutela

29 Marzo 2020

Il sindaco: «Serve l’isolamento». Replica la casa di cura: cinque dipendenti su sei negativi al tampone

SULMONA. Il sindaco ne chiede l’isolamento e i familiari dell’infermiera contagiata presentano un esposto-denuncia. Non sono giorni tranquilli per la casa di cura San Raffaele di Sulmona, l’unica nella regione che dispone di un reparto di unità spinale. E dove al momento sono stati accertati due casi di coronavirus, uno di un’infermiera e l’altro di una paziente con una mezza dozzina di operatori sanitari posti in quarantena obbligatoria.
In una lettera ad Asl e Regione, il sindaco Annamaria Casini ha chiesto la verifica della sussistenza di tutte le condizioni di sicurezza per svolgere le attività sanitarie nella San Raffaele. «Dopo aver già sollecitato informazioni in merito alle misure attuate dalla casa di cura “San Raffaele” per isolare e contenere il propagarsi del contagio da Covid 19, in considerazione dei due casi di infezione già riscontrati, in una situazione di grave crisi epidemiologica, ho richiesto , che tutti gli enti e le autorità verifichino che nella casa di cura San Raffaele, sussistano tutte le condizioni di sicurezza per lo svolgimento delle attività sanitarie» sottolinea Casini, aggiungendo che le sue sollecitazioni inviate ai responsabili della casa di cura e dettate dalla paura che il contagio possa estendersi alla città, non hanno avuto risposta. Dalla clinica si difendono sostenendo di aver adottato tutte le misure precauzionali prescritte sottoponendo sei dipendenti a tampone, con 5 risultati negativi. Intanto i parenti dell’infermiera colpita da coronavirus, tramite gli avvocati Alessandro Margiotta e Armando Valeri, hanno chiesto il sequestro della cartella clinica della paziente proveniente dall’ospedale di Bergamo dalla quale sarebbe partito il focolaio, ipotizzando lesioni personali colpose.
Per quanto riguarda l’ospedale di Sulmona continuano i ricoveri nel reparto di rianimazione, dove sono saliti a cinque i pazienti affetti da Covid 19.
Entro la giornata di domani saranno occupati tutti i nove posti disponibili nel reparto di terapia intensiva. E non si esclude che nei prossimi giorni venga messo in atto il progetto che prevede la trasformazione dell’ex pronto soccorso e del reparto che fino a qualche tempo fa ospitava l’Utic, in nuovi posti letto a disposizione dei pazienti affetti da coronavirus. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.