San Sebastiano e poesia al Munda

23 Maggio 2019

Mostra e presentazione del catalogo dell’opera di Saturnino Gatti

L’AQUILA. «La seduzione dell’arte e della poesia. San Sebastiano». È il titolo del catalogo dell’omonima mostra, a cura della direttrice del Polo museale d’Abruzzo, Lucia Arbace, che sarà presentato stasera alle 17,30, al Munda (Museo nazionale d’Abruzzo) con letture di Franca Minnucci e Marzio Maria Cimini, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e dell’assessore regionale Mauro Febbo. La mostra, che si concluderà domenica prossima, ha al centro la nota statua di Saturnino Gatti tornata all’Aquila dopo 10 anni, a seguito di un attento intervento di restauro, e in partenza, lunedì, per il Forte di Bard, in Valle d’Aosta. «È un’opera notevole del più importante protagonista del Rinascimento aquilano, Saturnino Gatti, conteso da committenti in tutta la penisola italiana, attivo persino a Terranova in Calabria», spiega Arbace. «Sono felice, dopo aver fatto restaurare la scultura e dopo averla proposta accanto alla sublime poesia di Gabriele D’Annunzio, di riconoscerle ancora una volta il ruolo di ambasciatore dell’Aquila città d’arte in una sede museale prestigiosa accanto ad altri capolavori selezionati dalle raccolte del Munda». Il San Sebastiano, infatti, è già stato protagonista di diverse esposizioni: prima in Francia, al Maillol di Parigi nella mostra “Borgia e il loro tempo” e poi, su richiesta di Vittorio Sgarbi, all’Expo di Milano. Da aprile è tornato all’Aquila per ripartire lunedì alla volta di Bard insieme ad altre opere provenienti dalle chiese aquilane, recuperate e restaurate dopo il terremoto del 2009, per la mostra “L’Aquila. Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo”.
«Il giovane militare romano, martire sotto l’impero di Diocleziano, è da sempre baricentro di un’attenzione che lo ha reso, con quelle ferite aperte e sanguinanti, un Apollo pagano, dio bello e solare», continua Arbace. D’Annunzio volle una statua del Santo in una camera del Vittoriale, ma non solo: il suo martirio ispirò l’opera Le martyre de Saint Sébastien, scritta dal Vate in francese arcaico. In un elegante volume rilegato in pelle con la firma in oro, esposto per l’occasione al Munda, sono racchiuse ben 33 pagine della prima stesura fitta di correzioni e ripensamenti. La vita del Santo fu rappresentata da Ida Rubinstejn, i cui versi autografi saranno esposti fino a domenica al museo aquilano insieme ad altri importanti capolavori, primo tra tutti il San Sebastiano scolpito nel 1478 da Silvestro dell’Aquila forse con la collaborazione del giovane Saturnino. «Sono questi gli ultimi giorni per ammirare l’opera nel museo aquilano», conclude la direttrice. «Ritornerà però presto dopo aver fatto emozionare il pubblico dell’arco alpino».
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