San Vittorino brinda con l’emigrante Alberto

1 Ottobre 2019

La comunità locale festeggia il compaesano Capulli tornato dagli Stati Uniti, dove si trasferì nel 1946

L’AQUILA. Una partecipazione degna delle grandi occasioni quella della comunità di San Vittorino per i festeggiamenti in onore di Alberto Capulli, tornato dagli Stati Uniti dove era emigrato nel 1946. Due giorni di festa iniziati sabato 21 settembre con una riunione al circolo ricreativo del paese per ripercorrere insieme con lui il lungo cammino di emigrato, durato 73 anni. Al termine dell’incontro gli è stata donata un’artistica targa con dedica e con la riproduzione della Torre civica. La serata si è conclusa con un ricco buffet fatto di gustosi dolci locali, vini tipici e bevande. La giornata di domenica 22 settembre ha avuto inizio con la messa presieduta dal parroco don Giorgio Hanejko, alla quale hanno preso parte numerosi fedeli tornati anche da altre parti d’Italia. Davanti alla chiesa sono state scattate tante foto insieme con Alberto, la nipote Jenilee e il piccolo pronipote Lorenzo. Subito dopo tutti al ristorante, dove sono stati consumati gustosi piatti, in un clima di incontenibile allegria. La festosa conviviale è terminata con la lettura di una pergamena in rima baciata consegnata ad Alberto che, visibilmente commosso, ha detto: «Questa giornata sarà difficile da dimenticare».
In concomitanza con il ritorno in Abruzzo di questo emigrante esemplare, è stata illuminata una croce in ferro sul Monte Caliglio, già posizionata ad opera di alcuni giovani di San Vittorino. Ringraziamenti giungono ai promotori e collaboratori: Silvio Gianvincenzo, Claudio Ludovici, Domenico Cialone ed altri che hanno programmato e realizzato questo «indimenticabile evento».