Francesco Schiavone "Sandokan" in due foto prima e dopo l'arresto

ABRUZZO

"Sandokan" come Denaro, è malato e rinchiuso a L'Aquila. Ma si è pentito

Alle Costarelle scattano le misure di sicurezza adottate per l'ex mafioso, il boss dei Casalesi sotto terapia e seguito dai medici della Asl

L'AQUILA. Il boss dei Casalesi sulla strada di Matteo Messina Denaro nel carcere dell'Aquila. Francesco Schiavone "Sandokan" è rinchiuso nel carcere Le Costarelle e, come l'ex boss della mafia, è malato di tumore ed è seguito dai medici della Asl. A differenza di Messina Denaro, che è poi deceduto, si è però pentito, ha gettato la spugna come due figli già collaboratori di giustizia. Nel carcere sono scattate le stesse misure di sicurezza adottate per Denaro.

Francesco “Sandokan“ Schiavone è detenuto dal 1998 e di recente è stato trasferito a L'Aquila per essere sottoposto a terapia come era stato già fatto per l'ex boss mafioso. Un protocollo collaudato alle Costarelle dove è evidentemente compatibile tutta una serie di misure di sicurezza.

"Sandokan" è il fondatore della cosca, l’uomo che spodestò Antonio Bardellino e ridisegnò la mappa criminale del clan dei Casalesi, seminando il terrore nell’agro aversano tra gli anni ’80 e ’90 prima di essere stanato dal suo bunker di Casal di Principe. Aveva i capelli lunghi e una forte somiglianza con Kabir Bedi, di qui “Sandokan”: “Un soprannome che ha sempre rifiutato”, ricordò l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. “In udienza, una volta, s’impuntò, e sbraitando disse che all’anagrafe lui era solo Schiavone Francesco di Nicola”.