Sanità in lutto, addio al professor Carta

Annunciò su Facebook la sua grave malattia e le dimissioni da primario di Ginecologia del San Salvatore per curarsi
L’AQUILA. Aveva scelto di annunciare la sua malattia su Facebook, il professor Gaspare Carta, primario del reparto di Ginecologia dell’ospedale San Salvatore e docente universitario. Una sorta di testamento, pubblicato il 16 ottobre scorso. Ieri, il professor Carta si è spento, all’età di 68 anni, con grande compostezza, la stessa che ha caratterizzato il lungo percorso professionale. La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente la comunità aquilana e il mondo sanitario e universitario. «Care amiche e cari amici», aveva scritto il professore, «per quasi 40 anni ho avuto il privilegio di svolgere una professione meravigliosa, che mi ha permesso di avere con decine di migliaia di persone un rapporto bellissimo, fondato sull’affetto, la comprensione, la stima e la fiducia. Purtroppo, da un anno circa sono stato colpito da una malattia più grande e forte di me, che mi sta indebolendo progressivamente e mi costringe a prendere la decisione di ritirarmi anticipatamente dall’attività lavorativa sia assistenziale che accademica. Scrivo queste poche righe per esprimere la mia gratitudine a tutti, ai pazienti, alla famiglia, agli amici, ai numerosi medici, infermieri, ostetriche, studenti, colleghi e all’infinità di persone con cui ho condiviso gioie e dolori e che hanno reso, a mio modesto avviso, la mia vita degna di essere vissuta». «Lo conoscevo da tempo», il messaggio del manager Asl, Rinaldo Tordera, «ma quando sono arrivato alla guida dell’Asl ho apprezzato ancora più a fondo lo spessore personale e professionale del professor Carta. Del resto, oltre a essere una straordinaria risorsa per l’ospedale dell’Aquila e per la sanità regionale, interpretava da anni, grazie al suo carisma, il ruolo di ambasciatore Asl in Italia e all’estero. Un’autorevolezza che gli derivava dalla competenza e dalla costante disponibilità. Se ne va un uomo che ha dato tanto a tutti e che voglio salutare con accenti di grande commozione, esprimendo il cordoglio e la vicinanza a tutti i familiari. La nostra sanità perde oggi un gigante di bravura e di affabilità».
I funerali del professor Carta si svolgeranno domani, alle 10, nella chiesa di San Giovanni Crisostomo, in via Emilio de Marchi, a Roma.
Gaspare Carta aveva un legame anche con i presìdi ospedalieri marsicani ed è stato promotore di diversi convegni ginecologici ed endocrinologici, ad Avezzano e Tagliacozzo, a dimostrazione del ruolo fondamentale che la collaborazione tra queste due branche mediche gioca nel delicato e importante momento di generare la vita. Si era dedicato anche ad attività umanitarie mettendo a disposizione dei più sfortunati la sua professionalità. Con il Progetto Afrique, assieme al suo giovane allievo Pietro Iovenitti, aveva dato una speranza ai nuovi nati di un Paese povero al fine di proteggere la popolazione locale dalle malattie infettive, come l’Hiv. Il centro sanitario realizzato comprendeva una struttura ostetrico-ginecologica (con una sala travaglio, una sala parto, due sale operatorie, un’isola neonatale e 40 posti letto), un centro poliambulatoriale (oculistico, internistico e cardiologico), un centro vaccinazioni, una radiologia e un laboratorio analisi.
L’obiettivo del progetto era quello di offrire agli abitanti di Anyama e della Costa d’Avorio un’assistenza medico-chirurgica in ogni periodo della vita, e soprattutto alle donne in stato di gravidanza. (m.p.- p.g.)
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