Sanità marsicana e tagli I sindaci: fare chiarezza

26 Giugno 2021

AVEZZANO. Tutto è fermo. Le aspettative dei sindaci marsicani, che speravano nella modifica del piano di riordino della rete ospedaliera, non ci sono state. Al centro del dibattito la situazione dei...

AVEZZANO. Tutto è fermo. Le aspettative dei sindaci marsicani, che speravano nella modifica del piano di riordino della rete ospedaliera, non ci sono state. Al centro del dibattito la situazione dei posti letto dell’area medica e il mancato potenziamento della Stroke Unit per l’ospedale di Avezzano, la titolatura di “Presidio ospedaliero” a Tagliacozzo e la rivalutazione come ospedale di supporto a quello di Avezzano per l’ospedale di Pescina.
L’INCONTRO. I sindaci di Avezzano, Tagliacozzo e Pescina, Gianni Di Pangrazio, Vincenzo Giovagnorio e Mirko Zauri, avevano concordato con i consiglieri regionali, Mario Quaglieri e Simone Angelosante, presidente e segretario della Commissione sanità, delle modifiche che potessero riequilibrare la situazione che vede penalizzata la Marsica. Ma per ora non si è mosso nulla. «Vorremmo che si ponesse un punto fermo su quanto già discusso e che credevamo acquisito nella riunione coi consiglieri regionali Quaglieri e Angelosante e con i medici», sottolineano i primi cittadini, «evitando le diverse redazioni di testi che si susseguono con rapidità nelle molteplici bozze circolanti in questi giorni».
POSTI LETTO. «All’ospedale di Avezzano», spiega Di Pangrazio, «l’aumento dei posti letto di area medica che doveva risolvere le lunghe attese dei pazienti in attesa di ricovero al pronto soccorso, l’unico per l’intera Marsica, che versa in una situazione da terzo mondo, è rimasto nel novero delle pie intenzioni».
«Nell’ultima bozza», chiariscono i sindaci, «le richieste di valorizzazione della Stroke Unit sono state ignorate e questo non solo mortifica la qualità raggiunta dagli operatori ma impatta negativamente sulle tempistiche di intervento, cruciali in tale ambito: tale unità, in sinergia con radiologia interventistica e chirurgia vascolare, esegue un numero significativo di procedure classificabili come secondo livello, però è rimasta al primo. Niente da fare anche per la richiesta di inquadrare l’ospedale come centro trauma di zona: è rimasto come pronto soccorso trauma».
OSPEDALI MINORI. Per l’Umberto I di Tagliacozzo i sindaci rilanciano la richiesta di conferma della titolatura di “Presidio ospedaliero” munito della Unita operativa semplice dipartimentale di Direzione sanitaria. Nelle poche righe della bozza, in realtà, è ridotto da presidio ospedaliero a vocazione riabilitativa (struttura d’eccellenza nella provincia e nella regione) a semplice “Presidio territoriali di assistenza”.
«Ridimensionamento inaccettabile», per i sindaci, «poiché l’ospedale garantisce prestazioni terapeutiche riabilitative di patologie acute: interventi cardiochirurgici per by-pass aorto-coronarico, sostituzione valvolare, esiti di infarto miocardico, scompenso cardiaco. Sul tavolo della Verì c’è anche la richiesta di conferma della Unità operativa complessa per il reparto di Riabilitazione cardiologica e la garanzia di 28 posti per la Riabilitazione neuromotulesi, 12 per la cardiologica e 10 in più per il nuovo reparto di Riabilitazione respiratoria».
INTERVIENE IL PD. Il segretario del Pd di Tagliacozzo, Giovanni Rubeo, ha scritto alle segreterie provinciali e regionali e al consigliere regionale Silvio Paolucci dando loro mandato di verificare il piano della rete ospedaliera in fase di elaborazione, riservandosi "di prendere tutte le iniziative atte a contrastare il ridimensionamento dell'ospedale Umberto I.