Sanità con il sorriso, il modello Pescina

21 Aprile 2017

Biblioteca con mille libri, cucina e un team di esperti nell’hospice. Tordera: «Tuteliamo la dignità»

PESCINA. Una biblioteca di oltre 1.000 volumi, salottini per stare accanto ai propri familiari, tv e spazio-cucina per preparare piatti a proprio piacimento, stanze di degenza con bagni singoli e un letto riservato ai congiunti che possono accedere dalle 8 alle 20. Questo, in sintesi, il modello dell’hospice di Pescina dove opera un team sanitario, composto da più figure, che interpreta il proprio lavoro con un impegno che va ben oltre i doveri lavorativi e che sa come approcciare il degente tra efficienza professionale, sensibilità e discrezione dispensando, quando necessario, un sorriso. La struttura, che si prende cura di persone con patologie non curabili, è al terzo e quarto piano del Pta, presidio territoriale di assistenza, ed è dotata di 10 posti letto.

«È una struttura», dichiara il manager della Asl, Rinaldo Tordera, «che tutela la dignità del malato e gli consente di avere la vicinanza e il calore dei familiari in un ambiente di grande umanità, caratterizzato dall’alta professionalità degli operatori sanitari».

L’hospice a Pescina (tra i primi in Regione che si aggiunge, in provincia, a quello dell’Aquila) è riuscito, in questi anni, a proporre e ad affermare una nuova “cultura” sanitaria sul tema del fine vita, come indicano le crescenti richieste delle famiglie. Lo scorso anno i ricoveri sono stati 101, quasi 30 in più rispetto ai 73 del 2014, con domande di ricovero che arrivano, oltreché dal bacino della Valle del Giovenco (Pescina e dintorni), da tutta la Marsica (Avezzano e Valle Roveto) e, in ampia misura, dalla Valle Peligna. In corsia è all’opera un pool medico composto dalla dottoressa Emma Cornelio, responsabile dell’hospice, affiancata dai colleghi Roberta Bisegna e Massimo Piccinini. A loro si aggiungono 7 infermieri e 8 operatori socio sanitari, oltre allo psicologo che un paio di volte a settimana interviene a sostegno dei ricoverati.

L’hospice è pensato in modo da riproporre il più possibile l’atmosfera dell’ambiente familiare: non a caso i congiunti possono accedere dalle 8 alle 20, essere vicini ai loro cari ricoverati stando accanto al letto di degenza oppure sostando nei salottini dotati di tv. L’hospice, peraltro, offre ricoveri “aperti” nel senso che, per esempio a Pasqua e a Natale, il malato può tornare a casa, anche per un giorno.

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