SANITà»la resa dei conti

7 Giugno 2021

L’AQUILA. Il dossier che esamina i suoi 21 mesi di gestione dell’azienda sanitaria (in anticipo rispetto al primo step dei due anni, che cade a settembre) è approdato sul tavolo del presidente della...

L’AQUILA. Il dossier che esamina i suoi 21 mesi di gestione dell’azienda sanitaria (in anticipo rispetto al primo step dei due anni, che cade a settembre) è approdato sul tavolo del presidente della giunta regionale Marco Marsilio. Nelle prossime ore la giunta regionale deciderà il suo destino professionale. Ma il manager dell’Asl Roberto Testa, pronto a controbattere alle contestazioni di quella stessa parte politica che lo ha voluto nominare, si dice sereno e prosegue con gli atti di governo, l’ultimo dei quali riguarda una riorganizzazione dei dipartimenti, riguardo ai ruoli apicali, contenuta nella delibera 1043 del primo giugno.
Il manager ha provveduto a revocare (con effetto dal primo luglio) la nomina di alcuni direttori di dipartimento: Sabrina Cicogna (Dipartimento Medico), Massimo Di Pietro (Dipartimento Tecnologie Pesanti), Giuseppe Calvisi (Dipartimento Servizi Biomedici), Sandra Di Fabio (Dipartimento Materno Infantile) e Fabrizio Andreassi (Dipartimento Tecnico). «La decadenza», spiega la delibera, «costituisce un atto dovuto, privo di discrezionalità» in quanto materia espressamente prevista nell’atto aziendale, «strumento di organizzazione e funzionamento dell’Asl non derogabile se non da provvedimenti di pare valore giuridico». I capi dipartimento vengono revocati in quanto hanno raggiunto il termine massimo di sei anni («triennio rinnovabile solo una volta») dalla loro nomina. Nessuno sfregio alla Lega, dunque, che ha difeso Sabrina Cicogna, non confermata alla direzione sanitaria. Solo un «atto dovuto».
Dalla revoca si salvano quattro capi dipartimento: Pierluigi Di Stefano (Dipartimento Chirurgico), Alessandro Rossi (Dipartimento Salute Mentale) Vincenzo Pace (Dea) Domenico Pompei (Dipartimento di Prevenzione), la cui posizione viene prorogata fino al 31 dicembre 2021, «fatti salvi successivi processi di riorganizzazione aziendale», perché alla data del 30 giugno 2021 non avranno ancora maturato un’anzianità di incarico di sei anni. Ma la delibera è destinata a rinfocolare la guerra in quanto ora Testa dovrà scegliere i 5 sostituti.(cr.aq)