Sant’Andrea fuori le mura, al via le permute tra Comune e privati

10 Settembre 2021

La giunta dà il via libera allo scambio di immobili nella zona con case equivalenti di sua proprietà Previsti l’allestimento di spazi verdi, una nuova viabilità e la valorizzazione dell’area monumentale

L’AQUILA. Va avanti, seppur lentamente, l’iter per la messa a punto e la concretizzazione del progetto unitario di Sant’Andrea fuori le mura (indicativamente zona Villa comunale). La giunta comunale pochi giorni fa ha autorizzato alcune permute (il privato cede il suo vecchio edificio all’ente pubblico, che in questo caso non lo ricostruirà, e ne ottiene uno che il Comune ha avuto in proprietà con la discussa norma dell’abitazione equivalente) che permetteranno il cosiddetto diradamento edilizio dell’area in questione a ridosso delle mura storiche dove c’è la Porta di Bagno. Con la delibera la giunta ha «autorizzato l’acquisto di alcuni immobili (edifici ed aree circostanti) e la cessione in permuta degli immobili di proprietà comunale di valore equipollente, individuati tra quelli acquisiti dal Comune a seguito di acquisti sostitutivi. La permuta con stabili comunali avrà luogo previa stima delle aree da parte dell’Agenzia delle entrate».
IL PROGETTO UNITARIO. Il progetto unitario “Sant’Andrea-Campo di Fossa” è in variante al piano regolatore e modificherà parecchio l’area a ridosso delle mura non lontana da piazzale Paoli. L’area, che era stata inserita fra i progetti strategici del piano di ricostruzione si estende dall’ultimo tratto di via San’Andrea fino alla confluenza tra via don Luigi Sturzo e via Santa Maria degli Angeli, in corrispondenza della Porta urbica di Bagno. Il Comune, si legge in un recente documento dell’ente ha «recepito le volontà dei privati di procedere al progetto unitario che punta alla riqualificazione urbana, al diradamento edilizio con le relative soluzioni abitative alternative per i cittadini interessati, alla valorizzazione monumentale e paesaggistica dell’area al di fuori delle mura attraverso il miglioramento della viabilità carrabile e pedonale, alla creazione di spazi di verde pubblico e servizi, alla significativa implementazione della qualità edilizia, della resistenza sismica e delle performance tecnologiche degli edifici da costruire».
COSA CAMBIA. Dunque una nuova viabilità, un parco urbano, diradamento abitativo, sagome ridotte con l’obbligo, imposto dalla Soprintendenza, di ricostruire a 12 metri dalle mura. La questione è nata perché i proprietari delle 55 unità immobiliari – costruite vicino alle mura negli anni delle “follie” urbanistiche che hanno stravolto la periferia aquilana e pure aree all’interno del centro storico – hanno scelto la casa equivalente (in 24) e la permuta (in 7).
QUALITÀ URBANA. «In particolare», chiarisce meglio il Comune, «si procederà a una riqualificazione urbana, al diradamento edilizio, alla valorizzazione monumentale e paesaggistica, associando ad essi il miglioramento della viabilità carrabile e pedonale, la creazione di spazi di verde pubblico e servizi, l’incremento della qualità edilizia, della resistenza sismica e delle performance tecnologiche degli edifici da costruire. La nuova destinazione vedrà totalmente azzerati i volumi esistenti, derivandone un innalzamento della qualità ambientale, funzionale ed edilizia di un’area, che potrà integrarsi nel sistema del verde urbano, con la creazione di una connessione funzionale tra la città storica e il territorio, nella sua doppia accezione di ambiente costruito e naturale, nonché una migliore fruizione del patrimonio storico/culturale, favorita anche dalla prevista fascia di rispetto delle mura. Sull’area oggetto di variante l’amministrazione rinuncerà ai diritti edificatori acquisiti e realizzerà un parco che tuteli e valorizzi l’area di pregio storico e paesaggistico a ridosso delle mura urbiche». (g.p.)
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