Sant’Angelo d’Ocre partito il recupero dell’antico convento

Due anni per completare la prima fase di ristrutturazione Diverse le ipotesi al vaglio sul riutilizzo dell’edificio religioso
OCRE. Sono iniziati da circa tre mesi i lavori (primo lotto) di ristrutturazione del convento di Sant’Angelo d’Ocre. L’importo delle opere è di circa 3 milioni di euro. «È un passo decisivo e un bel segnale per Ocre, Fossa e per tutta la comunità aquilana visto che parliamo di un monumento di assoluto valore architettonico, storico e religioso», dice il primo cittadino di Ocre, Gianmatteo Riocci. «Per completare questa prima fase dei lavori che prevede la ristrutturazione e messa in sicurezza ci vorranno circa due anni. Nel frattempo abbiamo già richiesto al Cipe altri 6 milioni per il secondo lotto e siamo fiduciosi che presto saranno stanziati». Probabile che a Sant’Angelo non torneranno i frati (che lo avevano lasciato pochi mesi prima del terremoto del 2009). Sul riutilizzo le ipotesi sono molte e andranno vagliate a mano a mano che i lavori si andranno a completare.
Il Provveditorato, in una scheda che fa parte della documentazione sull’appalto, ha spiegato perché per aggiudicare i lavori si è fatto ricorso alla procedura negoziata, che è più spedita rispetto alle altre.
«Il convento di Sant’Angelo sorge su uno sperone roccioso del monte Circolo», scrive il Provveditorato, «a picco sulla Valle dell’Aterno, sul confine tra i comuni di Ocre e di Fossa. La storia del convento di Sant’Angelo è particolarmente lunga e complessa. A seguito di un lungo periodo di decadenza, durante il quale venne trasformato anche in lazzaretto, il convento fu soppresso nel 1860 per essere successivamente riaperto agli inizi del XX secolo ed è stato tenuto dai frati Francescani fino al 2009. In seguito ai danni provocati dagli eventi sismici il convento è stato definitivamente abbandonato. All’interno del complesso monastico insistono dipinti murali in ambiente semi-confinato (chiostro e atrio); dipinti murali in ambiente interno (refettorio); elementi lignei dipinti (refettorio). È evidente lo stato di degrado conseguente all’abbandono dell’edificio ormai da 14 anni. L’analisi macroscopica delle forme di alterazione ha evidenziato e identificato le forme di degrado. Le principali cause si possono individuare – oltre che negli effetti del sisma – nella presenza di umidità (infiltrazioni, azione degli agenti atmosferici), nella mancanza di manutenzione e nell’alterazione degli interventi di restauro precedenti. Pertanto, le superfici dipinte esposte agli agenti atmosferici (chiostro e atrio) presentano depositi superficiali più o meno coerenti, efflorescenze, patina biologica, lacune, diffuse abrasioni della pellicola pittorica, distacco e piccole mancanze degli strati di intonaco dal supporto. Al fine di evitare che l’esposizione agli eventi meteorologici comprometta ulteriormente lo stato di conservazione degli affreschi presenti nella struttura, risulta urgente l’avvio dei lavori di ristrutturazione del complesso con particolare riferimento alle coperture. Si sottolinea, inoltre, che nel progetto esecutivo (primo lotto) sono previsti, oltre alle lavorazioni necessarie per interrompere l’azione degli agenti atmosferici (coperture e strutture murarie) gli interventi necessari per fronteggiare i fenomeni di alterazione in atto, con il restauro degli apparati decorativi e artistici. Pertanto risulta di tutta evidenza l’urgente necessità di avviare i lavori in tempi celeri, sussistendo le condizioni per il ricorso alla procedura negoziata». (g.p.)
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