Sant’Antonio, festa in forma rivisitata

COLLELONGO. La tradizione non si ferma, tanto meno la devozione e la spiritualità. La comunità di Collelongo, nonostante l’emergenza sanitaria, si prepara per i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate....
COLLELONGO. La tradizione non si ferma, tanto meno la devozione e la spiritualità. La comunità di Collelongo, nonostante l’emergenza sanitaria, si prepara per i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate. Non ci saranno le cuttore, i festeggiamenti nelle case, i gruppi che celebrano la ricorrenza e riempiono le strade del centro storico, ma non mancherà la preghiera nelle cerimonie religiose e la ritualità dei simboli delle festa.
«Siamo ormai entrati nei giorni più sentiti e caratterizzanti della nostra comunità, nei giorni che rappresentano Collelongo e ne raccontano storia, devozione e tradizione», spiegano il sindaco Rosanna Salucci e il parroco don Vincenzo Piccioni, «quest’anno purtroppo dovremo viverla in modo diverso. Abbiamo tra di noi e nel mondo un nemico invisibile e silenzioso che sa dimostrarsi spesso feroce e senza pietà. L’accoglienza e la generosità della festa per quest’anno devono trovare una dimensione nuova, dobbiamo accogliere e far nostro l’esempio di Sant’Antonio Abate che fu eremita e che non cedette alle tentazioni del diavolo. Il sacrificio che ci viene chiesto serve a tenere lontano il male del virus che ci minaccia ogni giorno. Tutelare la vita dell’altro è il gesto di generosità più grande che si possa fare, è ciò che ci viene chiesto in questi mesi, è ciò che sta alla base della rinuncia che faremo quest’anno».
La festa sarà limitata all’essenziale, anche grazie ai social. Saranno accesi una cuttora e i torcioni, che saranno benedetti entrambi. Verranno esposte al Santo alcune conche rescagnate, verranno benedette le panette, verranno celebrate le Sante Messe in onore a Sant’Antonio Abate e sarà suonato l'inno. Tutto questo però avverrà nelle giornate del 16 e del 17 in sicurezza. Nei prossimi giorni sarà comunicato il programma che potrà essere seguito in streaming.
«Le nostre case saranno le cuttore», affermano il sindaco e il parroco, «all’interno di esse arderà il fuoco della tradizione secolare. Condivideremo sui social il nostro Sant’Antonio Abate, la nostra suonata, la nostra cantata, la nostra pasta, la nostra panetta, i nostri cicerocchi. Un modo per fare comunità nonostante tutto». (p.g.)

