Sant’Antonio, feste a Cesaproba e Cabbia

21 Gennaio 2020

MONTEREALE. Rinnovata con successo, a Cesaproba di Montereale, la tradizione di Sant’Antonio. Un intero paese in festa per accogliere, lo scorso 17 gennaio, in occasione della ricorrenza, numerosi...

MONTEREALE. Rinnovata con successo, a Cesaproba di Montereale, la tradizione di Sant’Antonio. Un intero paese in festa per accogliere, lo scorso 17 gennaio, in occasione della ricorrenza, numerosi ospiti.
«La prima festa dell’anno è una tradizione che annega le sue radici nella notte dei tempi e in tutti i paesi dell’Alta Valle dell’Aterno, allora ad economia prevalentemente agricola, era fortemente sentita perché grande era il culto del santo protettore degli animali che erano di grande sostegno nei lavori dei campi e per l’economia domestica», spiega Nando Giammarini, cultore delle tradizioni locali. «Un atto di devozione con cui la popolazione affidava la custodia e la protezione di quanto avevano di più prezioso: gli animali. La perdita degli stessi, infatti, avrebbe potuto comportare, per quelle povere economie fondate sulla sussistenza, il rischio reale di andare incontro a lunghi periodi di crisi. Sant’Antonio Abate è il protettore degli animali domestici, del lavoro contadino, del bestiame, del fuoco e delle malattie della pelle. Grande festa nella piccola frazione del Comune di Montereale che, riportata in auge recentemente dopo un periodo di decadenza, ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico. Una festa a tutti gli effetti con tanto di programma e la giornata iniziata con la banda di Borbona diretta dal maestro Fabio Ettorre, la storica questua dei bambini che sin dal primo mattino girano per le case chiedendo panette e qualche soldino, la partecipazione dei Folkavacca, le caratteristiche griglie dislocate in vari punti del paese dove si preparava la famosa “Panonta”».
La giornata è proseguita con la benedizione degli animali, la processione per le vie del paese con la celebrazione della funzione religiosa in onore del santo nella chiesetta delle Anime Sante e il rientro nella chiesa dedicata a Maria Santissima della Neve. Un grande spettacolo pirotecnico ha preceduto il pranzo nell’ex scuola elementare. Il pomeriggio è poi proseguito con l’accensione del falò, vin brulé e serata allietata dall’organetto di Simona e Andrea. Nell’occasione è stato anche spento «l’albero di Natale più grande e hi-tech d’Abruzzo, con benedizione alla popolazione. Un grazie», conclude Giammarini, «al popolo cesaprobano, una comunità unita, coesa e operosa in cui sono sempre attuali i grandi sentimenti di amicizia e ospitalità». Anche Cabbia ha festeggiato Sant’Antonio con una conviviale.